Mi preparo a governare la Nazione. Giorgia Meloni non si nasconde e sa che l’ascesa nei sondaggi, con Fratelli d’Italia ormai ad un passo dal Pd e non lontano dalla Lega, potrebbe rendere possibile uno scenario che anche solo un anno fa sarebbe apparso inverosimile.
«Sono pronta a fare quello che gli italiani mi chiedono di fare comprendendone la responsabilità. Mi tremerebbero le mani, ma cosa farei a fare politica se non fossi pronta a confrontarmi con le sfide?» ha detto la leader di FdI ieri a Mezz’ora in più (Rai3), rispetto a un eventuale incarico da premier.
Nello stesso tempo, però, ha approfittato dell’intervista per mandare un messaggio agli alleati del suo schieramento politico. «Il centrodestra non è affatto diviso, i rapporti tra me e Salvini sono costanti, ci sentiamo, poi può esserci la settimana sbagliata. Certo le continue ricostruzioni giornalistiche non aiutano, ma poi ci sentiamo e ci ridiamo su. Ci si gioca parecchio».
Tuttavia, con la Lega le differenze ci sono. Come sulla disponibilità, dichiarata da Salvini, a votare Mario Draghi per il Quirinale. «Per quello che mi riguarda è una scelta non fatta in maniera decisiva. A favore di Draghi c’è il fatto che si andrebbe a votare e che la persona ha un profilo di autorevolezza. Io non ho elementi per dire che è la persona che FdI potrebbe sostenere» ha chiarito Meloni, confermando il suo giudizio negativo sull’esecutivo che mantiene Fratelli d’Italia convintamente all’opposizione.
«Per ora il giudizio sul governo non è positivo. Sul tema della pandemia, chiusure, ristori e scelte economiche è in tragica continuità con il governo precedente se non addirittura più rigido. No, non ho nostalgia di Conte, ma mi aspettavo qualcosa di decisamente meglio e più coraggioso da Draghi, non tanto dalla sua maggioranza. Per la sua autorevolezza pensavo a iniziative più coraggiose».
Insomma, la leader di FdI getta il cuore oltre l’ostacolo e si propone come la prima giovane donna premier della Repubblica Italiana. Una sfida, quella di Meloni, che sembra avere un solo destinatario: Matteo Salvini. Ma il leader della Lega non dovrà fare solo i conti con Meloni, ma anche con i compagni di viaggio governativi, quelli di Forza Italia. Dentro FI in molti ritengono che il segretario della Lega abbia come obiettivo il voto anticipato a marzo, e per questo faccia il tifo per il trasloco di Draghi al Quirinale.
Ipotesi che non piace ai tanti parlamentari, preoccupati di non essere rieletti. Per questo la gran parte degli eletti, nella corte di Berlusconi, scruta le mosse di Salvini con stupore e diffidenza. Tuttavia, ciò che conta, al momento, per il centrodestra è la vittoria alle elezioni amministrative. Dopo il no di Gabriele Albertini e il praticamente no di Guido Bertolaso per Milano e Roma, tra mercoledì e giovedì è previsto un vertice di centrodestra sui nomi. Al momento la partita è apertissima, ma soprattutto nella Capitale FdI è ben decisa a dare le carte agli alleati.
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