Con l’escalation della situazione in Iran e nell’area “il problema non è solo il +25% del prezzo del contratto di aprile del gas naturale, ma il premio di oltre 2 euro/Mwh che si è creato nuovamente tra le scadenze estive e quelle invernali. Se questo premio non verrà riassorbito per tempo, l’azione di stoccaggio in vista del prossimo inverno sarà complicata e necessiterà di interventi pubblici.”
Così Gianclaudio Torlizzi, Fondatore T-Commodity e Consigliere del Ministro della Difesa, a LaPresse.
“Se lo stop dei flussi di gas e petrolio che transitano attraverso Hormuz perdurasse” – il Brent e il gas naturale potrebbero puntare rispettivamente a 90 dollari al barile e 50 euro MWh – prosegue Torlizzi.
Per l’analista poi “la campagna israelo-statunitense va letta all’interno della guerra fredda 2.0 tra Washington e Pechino. Obiettivo: strozzare i canali di approvvigionamento energetico cinese e rilanciare il predominio sulle terre rare. A oggi Mosca potrebbe diventare l’unico fornitore di greggio a sconto per Pechino.”








