Il nuovo Decreto Sostegni «dovrà sicuramente garantire un trade off tra equità e tempestività. L’indirizzo è quello di replicare il modello di funzionamento sulla riduzione del fatturato già sperimentato col Decreto di marzo, perché ha garantito dei rimborsi molto veloci. Ma questa tempestività però non soddisfa il requisito dell’equità». Lo ha affermato in audizione il ministro dello Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti, illustrando la posizione che porterà al Cdm.
«Ritengo che la chiusura del cerchio della entità effettiva di sostegno dato su un’attività produttiva debba essere basato sulla diminuzione del risultato economico; questo garantirebbe a tutti di ottenere una risposta equa rispetto al danno effettivamente ricevuto».
«Tutto questo presume l’approvazione del bilancio: i termini sono stati prorogati e bisognerebbe dare l’opzione a chi si ritiene danneggiato di poterla comunque approvare e presentare prima. E considerare il precedente finanziamento riconosciuto sul fatturato come una sorta di acconto che dovrebbe poi chiudersi a saldo rispetto al valore del conto economico. È molto più complicato, richiede 2-3 mesi in più e l’assistenza del sistema bancario ma ritengo che sia uno sforzo dovuto».








