«L’esame dei dati numerici consente di affermare che, sotto il profilo delle iscrizioni delle notizie di reato, vi è stata una riduzione di alcuni fenomeni criminosi, con ogni probabilità imputabile alle limitazioni di movimento e della stessa possibilità di lavorare dovute alla pandemia». A dirlo, anticipando alcuni dei temi trattati nel corso della cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario, è stato il Procuratore Generale reggente di Venezia Giancarlo Buonocore.
Tra i reati con una flessione più marcata compaiono quelli predatori, globalmente diminuiti del 12% (fra questi, i furti in abitazione e gli scippi sono calati del 14%), i reati di inquinamento delle acque e violazione alla normativa sui rifiuti, diminuiti del 28% (verosimilmente alla stasi produttiva si è accompagnata analoga stasi nei controlli); i reati edilizi (-24%). Calano anche i reati informatici (- 5,73%), ma di questi, ha spiegato il procuratore, «va comunque evidenziato il numero allarmante (8329), superiore al totale dei reati contro il patrimonio (8238) non solo in termini assoluti, ma anche nel rapporto percentuale tra procedimenti contro noti e contro ignoti».








