Gian Maria Milesi-Ferretti (Vicedirettore FMI): «Bisogna ridurre il debito aumentando la produttività»

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”Va premesso che l’incertezza nelle previsioni sul medio periodo è altissima. Per ora nelle nostre proiezioni abbiamo un tasso di crescita che torna più o meno ai livelli pre-crisi al 2025, mentre nei prossimi anni si tiene a livelli  più alti per colmare parte della perdita del 2020. Ma non abbastanza da colmare il divario accumulato rispetto a uno scenario senza pandemia. La speranza è che, anche con l’aiuto del Recovery Fund, le riforme permettano di avere un tasso più adeguato di crescita della produttività e una dinamica più favorevole del reddito. Come dice il governatore Ignazio Visco, speriamo che la risposta a livello europeo e la politica economica portino a un salto di qualità”.

Gian Maria Milesi-Ferretti, vicedirettore della Ricerca del Fondo monetario   internazionale, lo spiega in un’intervista al ‘Corriere della Sera’.        ”All’inizio dell’anno non avremmo immaginato l’attuale livello di debito nei Paesi avanzati, ma è il risultato della caduta del prodotto e di una risposta correttamente aggressiva all’emergenza da parte dei governi – continua Milesi-Ferretti -. I numeri del debito salgono in modo notevole, eppure vediamo rendimenti dei titoli italiani a dieci anni sotto i 70 punti base (0,7%, ndr ). I più bassi di sempre. La parte essenziale è la dinamica del denominatore, cioè le dimensioni e il ritmo di espansione dell’economia che deve sostenere quel debito pubblico.

Come dico, va recuperato un tasso di crescita della produttività più adeguato. Questo permetterebbe di controllare meglio anche le dinamiche della finanza pubblica. L’altra componente essenziale riguarda l’impatto del bilancio pubblico nel rafforzare il lato dell’offerta. Non solo tramite la spesa in infrastrutture; è fondamentale anche un investimento nell’educazione che dia frutti su orizzonti più lunghi. Lo stesso riguarda anche il settore di ricerca e  sviluppo. Bisogna spendere in modo oculato con l’obiettivo di   aumentare la produttività”.       

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