“Di fronte al problema enorme dell’aumento dei costi dell’energia non si può pensare di frenare l’inflazione che deriva dall’aumento dei costi dell’energia aumentando i tassi di interesse, cioè riducendo gli investimenti.
Serviranno, quindi, degli strumenti nuovi e io credo che l’Europa possa essere una delle aree nelle quali strumenti nuovi si possono lanciare.
L’Europa ha insegnato al mondo come si poteva fronteggiare la pandemia, lo ha fatto bene quella è una buona strada possiamo continuare in quella direzione”.
Così il presidente di Intesa Sanpaolo, Gian Maria Gros-Pietro, a margine della presentazione del festival dell’economia, interpellato sull’aumento dei costi dell’energia causati dal conflitto in Medio Oriente.
“Non c’è dubbio – ha aggiunto – che i rischi per l’economia ci sono e quindi bisogna gestirli, minimizzarne le conseguenze e avere strumenti di intervento anche strumenti di tipo finanziario e di difesa a livello comunitario perché è evidente che stiamo vivendo un periodo nel quale chi è in grado di fare fa e se non c’è nessuno che è in grado di controbattere questo qualcuno esagera”.
Tra gli strumenti, Gros-Pietro indica l’euro.
“È la moneta migliore perché è gestita con trasparenza e onestà ma perché l’euro diventi veramente una moneta di utilizzo mondiale è importante che chiunque pensa di usarla lo faccia sapendo che l’insieme della quantità di euro che è sparsa per il mondo costituisce un giacimento liquido e profondo e cioè che in qualunque momento la si vuole vendere si trova qualcuno che compra ma per questo fare bisogna creare il mercato.
Gli Stati Uniti lo hanno fatto anche emettendo un enorme debito pubblico, lo stesso può fare l’Unione Europea se emette debito in condizioni di solidità cosicché e nessuno possa temere che quel debito non venga rimborsato”.








