L’autunno è alle porte e così si cominciano a valutare le possibili iniziative per scoraggiare un’ulteriore aumento dei contagi. Secondo la ministra per gli Affari regionali, Mariastella Gelmini, una delle possibilità è quella di «estendere il green pass», e se necessario, anche all’obbligo vaccinale.
Mancano all’appello ancora un 13% di italiani per raggiungere l’obiettivo dell’80% dei vaccinati: l’effetto green pass è stato minore delle previsioni?
«È ancora presto per fare un bilancio, perché i dati sono condizionati dall’effetto “generale agosto”. Del resto, era prevedibile un rallentamento di queste ultime settimane nella campagna di vaccinazione. Saranno decisivi i dati dei prossimi quindici giorni. L’utilizzo del green pass può essere esteso. È possibile – con la ripresa di tutte le attività e le scuole – che i contagi abbiano una crescita significativa, ma senza le gravi conseguenze cui eravamo abituati», afferma in un’intervista al Corriere della Sera.
Si arriverà all’obbligo vaccinale per i servizi pubblici?
«Concordo con il ministro Brunetta: il vaccino sarebbe indispensabile per chi fa front office nella PA e per chi lavora nei servizi pubblici. Del resto, l’obbligo vaccinale non è un’eresia: esiste già per alcune malattie. Una decisione del genere però spetta al Parlamento. La mia opinione è che occorre attendere i dati: se dovessimo giudicare irraggiungibile la copertura dell’80% della popolazione non vedrei alternative».
E rassicura sul piano scuola: «Il ministro Bianchii il piano l’ha portato a luglio in Conferenza Stato-Regioni Sono state stanziate ingentissime risorse per la scuola e per í trasporti, ma non tutto si può fare da Roma: esiste l’autonomia e il ruolo delle cabine di regia provinciali presso le prefetture. La scuola partirà in presenza e resterà in presenza».
Inoltre, evidenzia che «la scuola è un diritto universale: il green pass per gli studenti può esistere solo nel contesto di un obbligo generale esteso a tutti. Il dato del 60% dei ragazzi fra 16 e 19 anni con già almeno una dose è incoraggiante».
Servirà ancora Io smart working su larga scala per limitare i rischi?
«Non abbiamo acquistato oltre 100 milioni di dosi di vaccini per far lavorare gli italiani da casa. Lo smart working deve tornare a essere una possibile modalità di organizzazione del lavoro, prescindendo dai contagi. Ma dobbiamo tornare prima possibile alla normalità, anche sui luoghi di lavoro»
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