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Vito Gamberale (ex ad Tim): «La rete deve rimanere italiana e con Tim»

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La rete deve rimanere italiana e con Tim. A dirlo è Vito Gamberale, ex amministratore delegato di Tim, in merito alla manifestazione di interesse di Kkr per Tim durante Porta a Porta, su Rai Uno. Gamberale spiega dunque il motivo della sua affermazione.

«Le reti non sono tutte uguali: le reti del gas, dell’acqua, dell’elettricità trasportano sempre la stessa molecola o lo stesso elettrone mentre le reti delle Ferrovie dello Stato hanno un’intelligenza diffusa e a nessuno verrebbe in testa di toglierle alle ferrovie, la rete delle telecomunicazioni è un’intelligenza diffusa che non può essere tolta all’incumbent. In nessun paese europeo esiste un discorso di questo genere per cui non solo non deve andare in mani estere ma deve rimanere attaccata a Tim».       

«Il fatto che Kkr dica che permette lo scorporo della rete fa capire la logica di un fondo che non è mai un azionista stabile» aggiunge Gamberale, «è un azionista che entra da una porta e quando esce deve uscire con molti più soldi in tasca. È una profanazione dell’azienda, l’ennesima profanazione».

Per Gamberale, «Il governo non solo dovrebbe mettere la Golden share ma approfittare di questa occasione per occuparsi finalmente di Telecom, perché dal 97 tutti i governi non se ne sono occupati. E se ne dovrebbe occupare» sottolinea «non solo come assetto aziendale e ruolo di questa azienda nel Paese ma, secondo me, dovrebbe rivedere anche la concorrenza perché di concorrenza si muore».       

Bisogna evitare i doppi investimenti con i soldi del Pnrr perché altrimenti significa «sprecarli» e quindi in merito alla rete afferma Gamberale «a nessuno verrebbe in mente di far fare doppie rotaie per andare a Milano o a Napoli, perché significa sprecare soldi del Pnrr, ci vuole l’univocità della rete e fare in modo che Open Fiber converga con Fibercop e si faccia un’unica rete nazionale».

Gamberale lancia la proposta con il Pnrr di dare vita alla Comunità europea della fibra ottica (Cefo) ovvero non solo per gli standard comuni ma anche per il cloud, la sicurezza della rete, e si augura che «la visita di Macron e la presenza dei francesi in Telecom possa servire a lanciare la Comunità europea della fibra ottica per l’Italia e l’Europa».        

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