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Carlo Galli (Repubblica): «Ddl Zan: la Chiesa ha esercitato una pressione indiretta, lo Stato ha risposto con serietà»

«Il cardinale Parolin e Mario Draghi» commenta, su Repubblica, Carlo Galli «concordano dunque sul fatto che “l’Italia è uno Stato laico”. C’è da esserne soddisfatti, perché si evita un conflitto di cui non si sente il bisogno. Si rende chiaro, così, che da parte del vertice politico italiano non c’è una ostentazione di laicismo o di anticlericalismo – non sono più i tempi, da più di un secolo –, e non c’è neppure una sottovalutazione dell’interlocutore, un atteggiamento di sprezzante sufficienza. C’è semmai un’affermazione esistenziale, relativa al modo di esistere di uno Stato che trae da sé, e non da altri, le proprie ragioni e i propri orientamenti».

«Di uno Stato che è aperto, dialogante, inclusivo, che non si pone come superbo vertice delle cose umane. Ma, appunto perché l’Italia è uno Stato democratico, che garantisce la libertà d’espressione e il confronto civile, questa poteva, e ancora può essere, l’occasione per un libero e franco dibattito culturale, per un approfondimento delle questioni più radicali che interrogano la nostra civiltà. Non mancano al mondo cattolico intelligenze, strumenti comunicativi, occasioni, per tentare di recuperare, se pensa di averlo perduto, un ruolo importante di orientamento e di valorizzazione».

«Al contrario, la Chiesa ha preferito una strategia tutta politica, esercitando una pressione indiretta, espressione di un’attitudine difensiva da parte del cattolicesimo istituzionale. Viceversa, è stata, questa, un’occasione – colta con serietà dal mondo politico, anche da quelle forze che avrebbero potuto strumentalizzare a proprio vantaggio l’iniziativa vaticana – per comprendere che “sovranità” non è una parolaccia di destra, ma è sinonimo di rispetto tanto di se stessi quanto dei trattati liberamente sottoscritti. Che è un concetto relativo non a una orgogliosa e impossibile autosufficienza (cosiddetta “sovranista”), ma a una consapevole decenza nelle relazioni con il mondo».

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