“Ci troviamo davanti a una situazione molto difficile, ma la pandemia ha accelerato il processo di transizione digitale” che si pensava avrebbe preso “molti anni” e dunque “non è più tempo di aspettare”: così ha spiegato il ministro dell’Università e della Ricerca Gaetano Manfredi alla presentazione del ‘Rapporto sulla Ricerca e Innovazione ICT’ organizzato da Anitec-Assinform.
Secondo il ministro, è importante arrivare a una “strategia condivisa” con il mondo della ricerca, dell’innovazione e delle imprese. Si tratta di puntare sulle competenze. Ad esempio, favorendo l’assunzione di personale qualificato anche nelle Pmi, da un lato con incentivi fiscali ed economici ma dall’altro anche con una operazione culturale di ‘convincimento’.
La questione non riguarda però solo le aziende. “Dobbiamo fare in modo – ha aggiunto – che chiunque nella nostra società abbia competenze digitali, anche la popolazione adulta” grazie a “formazione continua e upskilling”.
“La società – ha sottolineato il ministro – ci chiede più equità, più apertura. La transizione digitale corre il rischio di aumentare il divario territoriale e generazionale mentre la sfida è utilizzarla per aumentare il livello di equità e democrazia”.








