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Franco Locatelli (presidente Consiglio superiore di Sanità): «Indispensabile procedere ai controlli su Astrazeneca, ma no a reazioni emozionali: i vaccini sono assolutamente sicuri»

Il presidente del Consiglio superiore di Sanità, Franco Locatelli, è stato intervistato da Margherita De Bac per il Corriere della Sera, a proposito dei vaccini. L’intervista è stata realizzata prima del blocco precauzionale della somministrazione del vaccino Astrazeneca.

Locatelli rassicura sull’utilità preziosa e unica dei vaccini, anche riguardo quello specifico di AstraZeneca. «Come presidente del Consiglio superiore di sanità non ho esitazione a dire che è indispensabile procedere con tutti gli approfondimenti necessari. In un Paese sanitariamente così evoluto come il nostro, quando arrivano segnalazioni di incidenti gravi o fatali devono essere messe in atto tutte le misure per capire le cause. Il ritiro precauzionale del lotto cui apparteneva la dose somministrata dimostra l’efficienza del sistema di farmacovigilanza».

Il presidente del Css invita alla calma, per analizzare i pochi casi sospetti, avvenuti dopo l’utilizzo di Astrazeneca. «Con altrettanta chiarezza e fermezza, va detto che non vanno tratte conclusioni affrettate sul nesso di causalità. Occorre basarsi sulle evidenze, altrimenti si rischiano reazioni emozionali. E non dimentichiamoci che l’efficacia del vaccino AstraZeneca è assai elevata, essendo superiore all’80% per tutte le manifestazioni di Covid-19 e si avvicina al 100% per la copertura dalle forme gravi».

L’efficacia certificata del vaccino, rapportata agli ultimi casi avvenuti, non deve quindi far rifiutare il vaccino. «Nessun dubbio a risponderle no, non dobbiamo rifiutarlo. Milioni di persone in Europa lo hanno ricevuto senza sviluppare problemi e questo dato rassicura sul profilo di sicurezza, così come anche su quello degli altri oggi disponibili. Il vaccino AstraZeneca contribuirà a proteggerci dall’epidemia».

A proposito della chiusura indetta per le prossime tre settimane, Locatelli conclude. «Seguendo il principio di massima cautela, si è deciso d’innalzare il livello delle misure, nella logica di contenere la diffusione del virus, così da trovarci in una situazione epidemiologica più favorevole dopo Pasqua. Al primo posto c’è la tutela della salute, ma è evidente che esiste anche una crisi economico-sociale da non sottovalutare. Ecco perché resto convinto dell’utilità del principio della proporzionalità e dell’adeguatezza degli interventi».

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