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Francesco Maria Chelli, presidente Istat: “L’Intelligenza Artificiale aiuta la qualità ma il compito umano resta fondamentale”

“La qualità dei dati e la loro affidabilità possono migliorare enormemente con l’intelligenza artificiale ma non possono essere delegati ad essa in toto, il pensiero critico, il senso etico e l’esercizio morale della responsabilità restano un compito umano insostituibile e sono il fondamento della nostra missione”. Lo ha affermato il presidente dell’Istat Francesco Maria Chelli aprendo i lavori della 15ma conferenza nazionale di statistica, organizzata dall’Istat a Roma, nel forum dedicato all’intelligenza artificiale.

L’Istat, ha ricordato “ha già da tempo inserito nelle sue relazioni, ad esempio quelle sulle imprese, osservazioni sull’adozione di strumenti come l’intelligenza artificiale nei processi produttivi, e ha anche avviato percorsi di studio e ricerca per incorporare progressivamente le innovazioni più idonee e all’attività della statistica ufficiale nella sua quotidiana operatività”.

“Tutti gli aspetti chiave dei processi statistici di produzione e diffusione sono già lambiti dall’opportunità dell’intelligenza artificiale – ha aggiunto – e in prospettiva potranno essere profondamente ripensati, rigenerati con sistemi intelligenti e adeguati, dalla raccolta dei dati alla loro elaborazione. Tutto questo richiede investimenti in tecnologie, capacità strategica, culturale, istituzionale e formazione di risorse umane che sappiano dialogare con ia”. Tutto questo, ha detto Chelli “richiede una certa dose di coraggio. L’enorme accelerazione delle innovazioni e la potenza rivoluzionaria che già sprigionano rende legittimi dubbi, inquietudini e timori”.

Come disse anche Papa Francesco al G7 “questo vigoroso avanzamento tecnologico rende l’intelligenza artificiale uno strumento affascinante e tremendo al tempo stesso”. ha ricordato in conclusione.

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