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Francesco Cozzi (Procuratore Capo di Genova): «Ipotesi di sanzione al datore di lavoro che non sposta a un’altra mansione chi rifiuta il vaccino»

«Il datore di lavoro che non sposta quei dipendenti a un’altra mansione, non a contatto con il pubblico, potrebbe essere sanzionato per omissioni sulle norme della sicurezza del lavoro». Lo afferma il procuratore capo di Genova, Francesco Cozzi, intervistato da Marco Lignana per la Repubblica.

Procuratore, dunque per una legittima decisione dei dipendenti rischiano i dirigenti? «Ci stiamo solo confrontando per capire se è possibile sanzionare il datore di lavoro in base all’articolo 2087 del Codice civile, che tutela l’integrità dei lavoratori. Ci rendiamo conto di quanto la strada sia stretta».

Dove dovrebbero essere spostati infermieri e operatori no-vax? «Chi fa questo lavoro non può certo andare a fare fotocopie, su questo siamo tutti d’accordo. Se sei infermiere stai in corsia e oggi il virus può entrare in ogni corsia. Ma penso, ad esempio, a reparti dove gli ospiti ancora ricoverati siano ormai negativizzati, per quanto oggi si cerchi di liberare al più presto i posti letto».

Quindi i direttori sanitari e generali genovesi, se non agiscono in tal senso, rischiano di essere indagati? «Calma, la sicurezza deve essere esigibile. In altre parole, ci deve sempre essere la concreta possibilità di spostare questi infermieri, anche su mansioni di livello più basso, pur mantenendo lo stesso trattamento economico. E poi di rimpiazzarli con altri. Ma è evidente che il problema è a monte: serve una legge per imporre l’obbligo vaccinale a chi è a contatto con i soggetti fragili».

Il presidente della regione Giovanni Toti ha parlato esplicitamente di focolai causati da operatori no-vax nei due ospedali in provincia di Genova. E l’infettivologo Matteo Bassetti ha chiesto di licenziare queste persone. «Attenzione, non soltanto il diritto a non vaccinarsi discende dall’articolo 32 della Costituzione, ma lo stesso articolo 2087 del Codice civile nasce per tutelare l’integrità degli stessi lavoratori. Il problema è che non prevede tutele a favore di terzi, che in questo caso sono la parte debole».

Quindi un infermiere ha il diritto di non vaccinarsi e pure di non lavorare in contesti a rischio? «Se mettiamo insieme Costituzione e Codice civile, sì. Ma, ripeto, sempre che questo sia esigibile, fattibile. I direttori generali e sanitari devono poter avere spazio di manovra nello spostamento del personale».

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