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Rino Formica (ex ministro): «Il patto di legislatura fa ridere»

Il patto di legislatura? «Fa ridere». Lo sostiene Rino Formica, che sottolinea come «per la prima volta abbiamo assistito ad un attacco del potere esecutivo al potere di garanzia, rappresentato dalla Presidenza della Repubblica e al potere legislativo». Formica, classe 1927, già ministro socialista, ha iniziato a far politica nel 1944 in casa Laterza a Bari, un giorno che da lì passò Benedetto Croce e da allora non ha più dimesso la passione per la cosa pubblica.

«Ci hanno “salvato” i peones!».

Sarebbe a dire?

«Sarebbe a dire che in Parlamento c’è stata una disperata rivolta degli autoconvocati: la loro sopravvivenza di parlamentari ha coinciso con la sopravvivenza del potere democratico e del Parlamento! Molti di loro forse neanche lo sanno che hanno battagliato per la democrazia», afferma in un’intervista su La Stampa.

«È tornato al vertice della Repubblica un presidente forte di suo come Mattarella e alla presidenza della Corte Costituzionale abbiamo un democratico come Giuliano Amato» spiega a Fabio Martini. «Due personalità che rappresentano una garanzia per le istituzioni. Nessuno dei due ha però una forza reale come quelle che si muovono fuori dal Parlamento».
«In queste settimane si è consumato uno scontro tra chi voleva mantenere l’equilibrio dei poteri previsto dalla Costituzione e chi voleva cambiarlo a Costituzione invariata».

«Draghi? Il sistema dell’informazione quasi non se ne è accorto: ma quando mai Palazzo Chigi e il suo leader sono stati il centro dell’organizzazione politica? Mai l’istituzione si era fatta partito. Neppure quando la Dc aveva il 40 per cento», dice. «Ambizioni di potere. Se avesse fondato un partito, benissimo. Monti non era pericoloso: ci ha provato e non è andata bene. Ogni tanto si alza in Senato e fa il cigno: io ne sapevo più di voi».

«Nei prossimi mesi vengono al pettine nodi politico-sociali inediti. Si svolgerà il referendum sulla giustizia: nella campagna elettorale saranno coinvolte milioni di persone, toccate direttamente da problemi di giustizia civile, penale, tributaria».

Il governo resisterà un anno?

«Un anno di governo reale non c’è. Fra sei mesi siamo in campagna elettorale, comunque. Ecco perché mi fa ridere il “patto di legislatura”».

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