Federico Geremicca (La Stampa): «La forza di Draghi deriva dalla sua indipendenza dai partiti»

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«Col passar delle settimane si va profilando con sempre maggior chiarezza l’elemento che fa di Mario Draghi, nonostante la pesante emergenza economico-sanitaria e le tante traversie, un premier tuttora forte». Lo scrive sulla Stampa Federico Geremicca commentando le parole pronunciate dal premier in occasione della Festa della Liberazione.

Secondo Geremicca, sulla “forza” di Draghi pesa soprattutto la sua assoluta indipendenza dai partiti. «Il breve discorso tenuto ieri lo conferma. Un discorso onesto. Nessuna tentazione di letture storiche originali. Pochissima retorica. Nessun volo pindarico. In un Paese ormai diviso su tutto, nel quale ogni questione si trasforma in cosa di destra o di sinistra, nessun premier politico alla guida di una così eterogenea coalizione avrebbe potuto tenere il discorso di Draghi senza rischiare la crisi di governo in 24 ore».

«Draghi – prosegue Geremicca – ha potuto dire quel che riteneva giusto dire precisamente per la distanza che lo separa da tutti i partiti, per il poco o nulla che ha loro da chiedere e forse anche per il lungo tempo che ha trascorso lontano dall’Italia, circostanza che gli ha impedito di assuefarsi a una tale dialettica politica, se vogliamo chiamarla così».

Del resto, per le stesse ragioni ha potuto dire a Salvini “Speranza non si tocca”, a Letta “il 26 cominciamo a riaprire il Paese” e ancora al centrodestra “il coprifuoco resta alle 22 e ne riparliamo più in là”. Questa distanza, naturalmente, potrebbe trasformarsi in debolezza di fronte a un improvviso scarto di questo o quel partito».

«Ma uno scarto per andare dove, per fare cosa e in che tempi? Il futuro prossimo della legislatura sembra segnato, almeno fino all’elezione del nuovo capo dello Stato. Realismo e buon senso, dunque, consiglierebbero di metter da parte le polemiche inutili per concentrarsi sulle cose da fare. Ieri, almeno per la Festa della Liberazione, è andata così».

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