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Federico Freni, sottosegretario Mef: “Lo spalma-crediti sul Superbonus vale solo nel 2024”

La retroattività dello “spalma-crediti” è limitata al 2024.

A 24 ore dall’annuncio del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti di voler rendere obbligatoria la rateizzazione in dieci anni dei crediti da superbonus, il sottosegretario al Mef Federico Freni interviene per spegnere la polemica e provare a rassicurare imprese e associazioni di categoria.

“La retroattività”, ha detto ieri a margine dei lavori in commissione Finanze del Senato, dove oggi è atteso l’emendamento del governo, “è limitata alle spese sostenute nell’esercizio fiscale vigente alla data di entrata in vigore della norma: semplificando, a tutte le spese sostenute nel 2024”.

“Siamo a maggio”, puntualizza Freni, “dunque una spesa di gennaio è retroattiva, ma una spesa di dicembre 2023 non è eleggibile alla rateizzazione obbligatoria in dieci anni”.

Così limitata, scrive MF-Milano Finanza, la misura è destinata a sgravare i conti pubblici per l’anno in corso di circa 5 miliardi: una cifra, ancora parziale, molto inferiore di quella che si sarebbe avuta ampliando la retroattività dello “spalma-crediti” al 2023, anno in cui il Superbonus ha generato una spesa di 76 miliardi che ha fatto impennare il deficit al 7,4% dal 5,3% preventivato nella Nadef.

A proposito di deficit, nel suo intervento di mercoledì in commissione Giorgetti aveva spiegato che lo spalma-crediti determinerà una correzione del disavanzo di 2,4 miliardi nel 2025-26: “L’emendamento che il governo intende presentare con la ripartizione in dieci quote annuali dei crediti”, aveva detto, “è finalizzato ad allineare l’andamento a legislazione vigente del deficit indicato nel Def 2024 (3,7% nel 2025 e 3% nel 2026, ndr) con quello programmatico della Nadef 2023 (3,6% nel 2025 e 2,9% nel 2026, ndr): a tal fine sono necessari 700 milioni nel 2025 e 1,7 miliardi nel 2026”.

Tra le misure incluse nell’emendamento del governo ci sarà anche l’esenzione per l’utilizzo di crediti d’imposta e sconti in fattura in favore del terzo settore.

“Il governo presenterà un emendamento volto a costituire un fondo con specifica dotazione finalizzato a riconoscere agli enti in questione un contributo diretto per sostenere la riqualificazione energetica e strutturale su immobili di loro proprietà”, ha confermato lo stesso Giorgetti.

Ancora in dubbio la proposta di Forza Italia di estendere il Superbonus alle zone colpite da sismi e alluvioni oggi escluse dalla misura con una perdita potenziale di 80 milioni.

Nell’emendamento dovrebbe poi entrare la misura che attribuisce ai Comuni che partecipano ai controlli sui cantieri il 50% delle somme recuperate dall’Agenzia delle Entrate. La scelta del Mef limita danni e malcontento delle imprese, ma rischia di dare ben poco sollievo ai conti pubblici.

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