Dopo l’Abi, anche Federcasse pone l’attenzione sul tema della mole di bonus da gestire e sottolinea l’esigenza di trovare una soluzione al problema della saturazione della capacità fiscale delle banche sui crediti di imposta.
In audizione davanti alla commissione Finanze del Senato nell’ambito dell’indagine conoscitiva sugli strumenti di incentivazione fiscale, Federcasse ha sottolineato che le Bcc sono disponibili a proseguire nello svolgimento del proprio ruolo nell’attuazione efficiente delle misure agevolative, anticipando liquidità alle imprese che hanno ceduto i crediti e, quindi, fornendo un importante contributo allo sviluppo del ciclo economico.
«Ciò a condizione» ha sottolineato il dg Sergio Gatti «che si trovi una soluzione al tema della saturazione della “capacità fiscale” funzionale ad assorbire i crediti d’imposta da acquistare in futuro». Inoltre, ciascun credito incentivante-agevolativo per la federazione va inserito in un disegno più ampio di politica fiscale che possa favorire una evoluzione complessiva del sistema economico con effetti positivi sull’occupazione e sul pil, coerenti con una efficace strategia macroeconomica.
Per saperne di più:

Quei bambini con il passamontagna | L’analisi

Preadolescenti in piazza a “spaccare tutto”: il villaggio educante si è rovesciato tra schermi e imp...

Pensioni: la doppia stretta del 2027, la Cgil stima tagli fino al 4% fra assegni più bassi e requisi...

Oltre la sfiducia organizzata: la democrazia alla prova delle urne tra elezioni delegittimate e radi...

Giovani, violenza e vuoto di valori: il problema non sono solo i “maranza”, occorre andare oltre la ...






