Analisi, scenari, inchieste, idee per costruire l'Italia del futuro

Errori e slogan | L’analisi di Giovanni Bianconi

Anche al momento dell’approvazione definitiva – scrive Giovanni Bianconi sul Corriere della Sera – non sono mancati slogan contrapposti, che non c’entrano con il merito della riforma costituzionale della magistratura.

Vista da un lato come rimedio per frenare errori giudiziari e la “giustizia politicizzata”, e dall’altro come un pericolo imminente per la democrazia.

Nel conflitto tra politica e giustizia, a sostenere le nuove norme c’è Antonio Di Pietro, che disse di Berlusconi neo-indagato: “Io quello lo sfascio”.

Oggi Forza Italia rivendica la riforma.

Dall’altro lato c’è il procuratore di Napoli Nicola Gratteri, pronto a dire No con l’Associazione nazionale magistrati dopo i contrasti col sindacato delle toghe e con i laici di sinistra nel CSM.

Nel centro-destra si cita Giovanni Falcone e alcune sue frasi sulla separazione delle carriere all’indomani dell’approvazione del codice di procedura penale, ma dall’altra parte potrebbero ricordare Paolo Borsellino (caro alla destra di allora e di oggi) che sul ruolo del pm con le nuove regole del processo penale disse: “Le ricorrenti tentazioni del potere politico, quali ne siano le motivazioni, di mortificare obbiettivamente i pm, non incoraggiano certo i giudici, che tali tutti sentono di essere, a indirizzare verso gli uffici di Procura le loro aspirazioni”.

Il senatore Marcello Pera, segnala i pericoli derivanti dalla creazione di un gruppo di meno di 2.000 pubblici misteri autonomi, indipendenti, separati dai giudici e domani distaccati dalla democrazia perché non risponderanno a nessuno.

Preoccupazione condivisa dal sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro che in un’intervista: “O si va fino in fondo e si porta il pm sotto l’esecutivo, oppure gli si toglie il potere di dare impulso alle indagini”.

È l’esito temuto da opposizioni e magistrati che, parteciperanno alla campagna per il No.

L’Anm nega assicurando che la sua contrarietà è indipendente dagli schieramenti di partito, ma la possibilità di essere percepita nell’altro modo esiste ed è reale.

Un altro effetto collaterale negativo di una Grande Riforma che sembra proporre più problemi che soluzioni.

SCARICA IL PDF DELL'ARTICOLO

[bws_pdfprint display=’pdf’]

Iscriviti alla Newsletter

Ricevi gli ultimi articoli di Riparte l’Italia via email. Puoi cancellarti in qualsiasi momento.

Questo sito utilizza i cookie per migliorare l'esperienza utente.