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Le fragilità del sistema Italia | Cenacoli della Ripartenza

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Governare le transizioni tra fragilità e shock energetico

Energia, sicurezza e fragilità del sistema Paese sono stati al centro dell’incontro “Governare le transizioni. Tra fragilità e shock energetico”, promosso dall’Osservatorio Economico e Sociale Riparte l’Italia.

La serata si è svolta presso il Circolo degli Esteri di Roma e ha messo a confronto due prospettive diverse ma complementari: quella istituzionale e quella industriale.

A dialogare sono stati Bernardo Giorgio Mattarella, ordinario di Diritto amministrativo alla Luiss Guido Carli e coautore del libro Governare le fragilità, e Giuseppe Argirò, vicepresidente di Elettricità Futura e amministratore delegato del Gruppo CVA, autore del volume Energy Shock.

Il confronto è stato moderato dal presidente dell’Osservatorio Luigi Balestra.

A introdurre i lavori è stato Stefano Castiglione, presidente del Circolo dei Magistrati della Corte dei conti, che ha anche ringraziato la socia del Circolo, Nietta Scala, per aver organizzato l’evento.

Castiglione: le transizioni vanno governate

Ad aprire l’incontro è stato Stefano Castiglione, presidente del Circolo Magistrati della Corte dei conti, che ha introdotto i lavori sottolineando la portata delle trasformazioni in corso e il ruolo strategico delle scelte energetiche.

«Le transizioni vanno governate, gestite e il ruolo dell’energia sarà sempre più importante», ha osservato.

Castiglione ha inoltre richiamato il tema della responsabilità nelle decisioni pubbliche, soprattutto quando riguardano settori strategici del Paese.

«Lo Stato può permettersi di sbagliare la nomina di un sovrintendente, ma non può sbagliare nel fare le nomine delle grandi aziende come Eni, Enel o Leonardo», ha affermato.

Balestra: l’Italia è un Paese da mettere al sicuro

Nel presentare il confronto tra i due libri, Luigi Balestra ha evidenziato il filo comune che attraversa le due analisi.

«Sono due libri profondamente diversi tra loro per mole e contenuti, ma accomunati da un obiettivo: la sicurezza. L’Italia è un Paese da mettere al sicuro», ha spiegato.

Secondo Balestra, le crisi degli ultimi anni hanno mostrato la fine di una stagione storica.

«Il dividendo della pace è terminato», ha osservato, ricordando come le tensioni geopolitiche abbiano effetti diretti anche sull’economia e sull’energia.

«Oggi c’è la guerra e c’è un problema di ripercussioni non solo sulla borsa, ma sull’energia», ha aggiunto.

Mattarella: fragilità che non possiamo più ignorare

Nel suo intervento Bernardo Giorgio Mattarella ha illustrato il percorso di ricerca che ha portato alla scrittura del volume Governare le fragilità.

«Abbiamo raccolto molti dati e intervistato molti esperti di diversi settori. Abbiamo individuato una serie di problemi che fanno da contesto all’azione dello Stato», ha spiegato.

Tra questi problemi emergono alcune dipendenze strutturali del sistema Paese.

«Abbiamo scoperto che la nostra Italia ha delle dipendenze di cui non sapevamo e che improvvisamente sono diventate importanti», ha osservato.

Secondo Mattarella, l’obiettivo del lavoro non è offrire ricette immediate.

«Il nostro non vuole essere né un libro di denuncia né un programma di governo. Vogliamo chiarire la portata dei problemi e illustrare le soluzioni possibili».

Una delle fragilità più evidenti riguarda la formazione e il capitale umano.

«Il capitale umano è fondamentale soprattutto in un Paese che non ha materie prime», ha spiegato, sottolineando come l’Italia abbia meno laureati rispetto ad altri Paesi europei e una forte carenza di laureati nelle discipline STEM.

Secondo Mattarella, se si dovesse individuare una priorità su cui intervenire, la risposta sarebbe proprio la formazione.

«Le varie fragilità sono collegate tra loro, ma se dovessi sceglierne una farei riferimento alla formazione, che è ciò che crea futuro».

Argirò: lo shock energetico e le fragilità del sistema

Giuseppe Argirò ha invece ricostruito la genesi della crisi energetica degli ultimi anni, raccontata nel suo libro Energy Shock.

«Il libro racconta una storia», ha spiegato, ricordando come lo shock energetico abbia avuto origine nel periodo successivo alla pandemia.

«Prima la ripartenza post-Covid, poi la tensione sull’Ucraina e i ricatti di Gazprom. Si sono verificati tre picchi dei prezzi», ha spiegato.

Il primo si è registrato tra novembre e dicembre, il secondo con l’invasione russa dell’Ucraina e il terzo nell’estate del 2022, anche a causa della crisi idrica che ha colpito diversi sistemi energetici europei.

Secondo Argirò l’impatto sull’Italia è stato più forte che altrove.

«In Italia questo shock energetico è più forte perché siamo un Paese manifatturiero e perché il nostro mix energetico è sproporzionato verso le fonti fossili», ha spiegato.

Il manager ha sottolineato come il Paese debba ripensare la propria strategia energetica.

«Il nostro Paese non ha materie prime energetiche ma, grazie alle tecnologie, può diventare un grande produttore di energia: mari, vento, sole».

Energia, clima e sicurezza nazionale

Argirò ha poi affrontato il tema del cambiamento climatico e delle conseguenze sul sistema industriale.

«Il cambiamento climatico ha un impatto importante anche sul sistema industriale», ha spiegato, ricordando gli effetti delle ondate di calore e degli eventi meteorologici estremi sulle infrastrutture energetiche.

La transizione energetica, secondo Argirò, deve essere letta anche in chiave strategica.

«Nel decarbonizzare l’economia lo dobbiamo fare per convenienza, per aumentare l’indipendenza del nostro Paese».

Nel dibattito è stato affrontato anche il tema del nucleare.

«Il nucleare è una tecnologia straordinaria, ma non serve per abbassare il prezzo delle bollette», ha spiegato Argirò.

Secondo il manager, il vero significato strategico del nucleare riguarda l’autonomia del Paese.

«La funzione del nucleare è aumentare l’indipendenza energetica e quindi la sicurezza nazionale».

Diplomazia, difesa e cooperazione europea

Nel corso del confronto sono emersi anche i temi della sicurezza internazionale e del ruolo dell’Europa.

Secondo Mattarella, pensare che un singolo Stato europeo possa affrontare autonomamente le sfide globali non è realistico.

«Pensare che un singolo Stato europeo sia autonomo è una cosa irrealistica», ha affermato.

Il professore ha sottolineato inoltre l’importanza del coordinamento europeo e del rafforzamento degli strumenti diplomatici.

«Abbiamo diplomatici molto bravi, forse dovremmo potenziarli», ha osservato.

Formazione e capitale umano come leva strategica

Nelle conclusioni del confronto è tornato il tema della formazione, indicato da tutti i relatori come una leva decisiva per il futuro del Paese.

Secondo Mattarella, l’Italia deve colmare diversi ritardi strutturali.

«Abbiamo decisamente molti meno laureati rispetto agli altri Paesi europei e ci mancano laureati STEM», ha spiegato.

Anche l’istruzione tecnica rappresenta un nodo centrale.

«L’introduzione degli ITS è importante per imparare un mestiere tecnico e specializzato, ma ne abbiamo ancora molto pochi», ha osservato.

Per questo motivo, secondo Mattarella, la cura del capitale umano deve diventare una priorità strategica.

«Investire nella formazione significa investire nella risorsa più importante che abbiamo».

Un confronto sulle fragilità del sistema Paese

La serata si è conclusa con un ringraziamento del presidente Luigi Balestra ai relatori e ai partecipanti.

Il confronto tra le analisi istituzionali di Governare le fragilità e la prospettiva industriale di Energy Shock ha offerto uno sguardo complementare sulle grandi trasformazioni in corso.

Dalla sicurezza energetica alla demografia, dalla formazione alla geopolitica, il dibattito ha messo in evidenza come le fragilità del sistema Paese richiedano una visione di lungo periodo e una capacità di governo delle transizioni sempre più consapevole.

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