“La diluizione non significa disimpegno: a volte è la condizione perché l’impresa possa svilupparsi”.
Così John Elkann in un’intervista pubblicata sul Figaro, a proposito della diluizione della quota in Fiat ora Stellantis.
“In Exor – aggiunge – non parliamo mai di investimenti, ma di imprese. Quello che è importante è l’impresa, non il nostro peso azionario. Noi ci assumiamo questa scelta di imprenditori”.
A chi accusa la famiglia Agnelli di essere più investitori finanziari che non industriali, il presidente di Stellantis afferma: “semplicemente non è vero. Abbiamo investito in Fiat, nei prodotti e nelle fabbriche. Abbiamo creato tutta la filiera che ha permesso di lanciare la Fiat 500 elettrica . Abbiamo fatto di Jeep un successo mondiale. Abbiamo lanciato dei prodotti super performanti a marchio Alfa Romeo come Giulia e Stelvio. In piena pandemia, abbiamo lanciato la prima Maserati il cui motore è derivato dalla nostra esperienza in Formula 1”.
Ed ancora, “siamo una famiglia di imprenditori, di cui rappresento la quinta generazione. Il nostro impegno è di costruire grandi imprese. La mia generazione, quando ha preso i comandi nel 2005, -ha fatto la scelta di continuare ad intraprendere; non seguiamo una logica puramente finanziaria . Poi, la generazione successiva, quella dei miei figli, farà le sue scelte”.
“Nel corso dell’ultimo decennio – ha sottolineato ancora il presidente di Stellantis – i gruppi automobilistici controllati da famiglie o dai loro fondatori hanno mostrato rendimenti due volte migliori degli altri (280% rispetto a 120%). E questo , escludendo dal campione i casi particolari di Tesla (settore della tecnologia) e di Ferrari (settore del lusso). Conclusione: le famiglie danno una performance migliore”.








