“Nove sono gli articoli della Costituzione che riguardano il ruolo e le prerogative del capo dello Stato. Nulla è stato toccato, compreso il potere di sciogliere le Camere dopo aver constatato il fallimento di un governo. I continui e insensati richiami dell’opposizione al Quirinale mi sembrano solo strumentalizzazioni e goffi tentativi di coprire l’infondatezza evidente delle obiezioni”. Lo dice Elisabetta Casellati, ministra delle Riforme, in un’intervista al Corriere della Sera.
“Abbiamo scelto il premierato – aggiunge – proprio per venire incontro alle loro istanze, essendoci presentati con una formula aperta all’attività di ascolto di quasi un anno con opposizioni, costituzionalisti, categorie economiche e sindacati”.
“Mi aspetto un’opposizione che non alzi muri ideologici”, prosegue Casellati. “La riforma costituzionale non riguarda affatto questo governo, ma il futuro del nostro Paese. Il tempo è maturo per uscire da una situazione di stallo”, afferma. “I governi tecnici – ricorda – sono un’eccezione politica tutta italiana e senza eguali nelle democrazie mature, frutto di un sistema che va riformato, non assecondato”.
“Siamo contrari a ‘ribaltoni’ e trasformismi, non certo ai tecnici di valore che potranno candidarsi arricchendo il Parlamento di competenze”, prosegue. “Francamente non vedo tutti questi stravolgimenti. Al contrario il testo è ispirato ad un criterio ‘minimale’ di modifica della Costituzione”, precisa la ministra.
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