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[L’analisi] Ecco come la burocrazia ha ucciso un investimento da 100 milioni di euro

Dopo che l’azienda farmaceutica ha deciso di non realizzare il polo vaccinale ad Anagni per la lentezza burocratica, il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, durante l’assemblea generale di Unindustria, ritorna sul caso: “So che risorse, investimenti non bastano, c’è un nodo che riguarda la burocrazia che colpisce le imprese. Il caso Catalent è stata la conferma più dolorosa ed evidente . Il lavoro davanti a noi è chiaro e richiede scelte. Nel 2013 avevamo 28mila pratiche arretrate proprie sui temi ambientali, oggi siamo a 1000 ma sono ancora troppe”, ha detto Zingaretti parlando agli imprenditori.

Le accuse di Angelo Camilli, presidente industriali del Lazio

A tuonare contro la lentezza burocratica che ha fatto scappare la Catalent era stato proprio il presidente degli industriali del Lazio, Angelo Camilli, che nel corso del suo intervento, ha ribadito la gravità dell’accaduto.

Il caso della Catalent di Anagni “ci lascia ancora increduli: per un’autorizzazione attesa e mai arrivata dopo oltre due anni, sono sfumati 100 milioni di dollari di investimento per un progetto di rilevanza mondiale e 100 posti di lavoro di giovani ricercatori”, ha detto Camilli sottolineando che “Catalent è solo la punta dell’iceberg”.

Zingaretti assicura una nuova fase

Zingaretti ha annunciato che con il governo si sta procedendo a un’iniziativa per rimediare e per cambiare la perimetrazione di quella zona a tutela ambientale, ovvero quella della Valle del Sacco.

“Occorrono segnali chiari che segnino una nuova fase. Per questo la scorsa settimana abbiamo avviato un’iniziativa direttamente col presidente del Consiglio Draghi, il ministro Cingolani e tutto il governo: la Regione Lazio ha chiesto la sospensione, eccetto le aree ripariali, del decreto di perimetrazione del Bacino Valle del Sacco”, ha detto Zingaretti che poi ha precisato: “Un decreto figlio di errori e illusioni che hanno finito nel tempo di bloccare tutto. Una sospensiva non per perdere tempo ma per definire in pochi mesi col territorio un perimetro che garantisca tutela, bonifica e rilancio produttivo. Un equilibrio tra sostenibilità e crescita, come ci chiede l’Europa”.

Necessaria una semplificazione

La sospensione del decreto di perimetrazione del sito di interesse nazionale Bacino Valle del Sacco per Zingaretti “in particolare, non è legata al caso Catalent” ma questa vicenda ha sicuramente rappresentato “un campanello di allarme che necessita di una semplificazione”.

Per le opposizioni però la risposta del presidente dem non è stata soddisfacente: “Come Fratelli d’Italia, avevamo da tempo puntato l’attenzione su questa incresciosa vicenda richiamando il Presidente Zingaretti alle sue responsabilità, nella speranza che si potesse addivenire ad una soluzione positiva prima che non vi fossero più margini di intervento. Ora che invece è troppo tardi, apprendiamo non senza stupore che Zingaretti si è accorto che esiste un problema di gestione della burocrazia e che riconosce le gravi responsabilità dell’ente da lui governato nella perdita della Catalent, ma crediamo che sia decisamente insufficiente”, hanno ribadito i consiglieri FdI della regione, Antonello Aurigemma e Laura Corrotti.

Anche se Catalent forse non è più recuperabile, con la sospensione del decreto Zingaretti invece è sicuro di una velocizzazione della burocrazia per quell’area: “Noi abbiamo approvato 83 contratti di servizio e per affrontare quella situazione che è emersa la sospensione, non per annullare il Sin, ma per riperimetrare l’area, secondo me è una buona soluzione. In qualche mese ce la faremo”.

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