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È inutile rincorrere l’unità delle forze di sinistra | L’analisi di Stefano Folli

Su Repubblica Stefano Folli si occupa dei rapporti tra Pd e M5S e sottolinea come la segretaria dem Elly Schlein sia convinta che il problema numero uno sia l’unità a tutti i costi delle forze di sinistra contro le destre. Il che, osserva Folli, è vero in termini generali come traguardo ultimo o nell’immediato come slogan per strappare un’ovazione durante un comizio in piazza, ma lo è meno alla luce della storia recente.

Un lucido intellettuale come Carlo Galli sostiene da tempo che il M5s è l’erede dell’Uomo Qualunque di Guglielmo Giannini. Il quale ai suoi tempi, nell’immediato Dopoguerra, si collocava semmai a destra, alla ricerca di tutti gli scontenti e di coloro che rifiutavano la nuova realtà della democrazia repubblicana.

Ora Galli precisa la sua analisi e descrive il movimento ex grillino come una formazione né di destra né di sinistra. Sfortunatamente i 5S sono stati a lungo raffigurati da numerosi osservatori come un blocco che si colloca a sinistra. Magari in modo ruvido, primitivo, ma proiettato in questa area politica perché lì è spinto dal suo istinto o dalla convenienza. S’intende che non mancano gli esponenti del movimento, donne e uomini, che guardano a sinistra con convinzione.

Ma al vertice del partito si segue una strada diversa: si raccoglie il consenso ovunque sia possibile fra i disillusi, gli incerti, gli impauriti dalla crisi: senza curarsi delle contraddizioni e tantomeno delle ambiguità. Comprese quelle che riguardano le alleanze internazionali dell’Italia. Il fatto che Conte, pur molto abile nel muoversi sulla scena politica, non sappia scegliere fra Trump e Biden è significativo. Ovvio che in cuor suo spera in Trump, nella speranza per ora inconfessabile di tornare ai tempi d’oro del suo primo governo, quello con Salvini. Ma il suo silenzio svela i limiti della politica estera dei 5S, ammesso che ne abbiano una.

Tutto questo non ne fa un alleato per Schlein, bensì un insidioso concorrente che cerca di colpire il Pd ogni volta che ne ha l’occasione. Il che non esclude qualche faticosa alleanza locale, necessaria per non scomparire dalla geografia del potere locale.

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