Occorre immaginare e ricostruire un nuovo rapporto tra Ue e Uk.
Lo scrive l’economista Francesco Grillo sul Messaggero sottolineando che “la Brexit può, secondo alcuni, portare alla disintegrazione finale di quello che fu il più grande impero della storia.
E, tuttavia, conviene agli inglesi, ma anche agli europei trovare le idee per concepire un rapporto nuovo tra un’isola ed un continente che hanno trovato identità attorno ad un legame contraddittorio ma forte.
Il Regno Unito è l’unica tra le venti maggiori economie che – nell’anno in corso – andrà in recessione sul serio, superando in discesa la stessa Russia.
Quello che era il centro del mondo – osserva Grillo – sembra poterne diventarne una periferia rimpicciolita.
Del resto, un numero crescente di elettori britannici è convinta che il problema non sia stato decidere di lasciare l’Unione, ma come siano state gestite le conseguenze prevedibili di quella scelta (ad esempio, nel sistema sanitario e negli aeroporti lasciati senza lavoratori europei).
Cresce, dunque, il pentimento, ma è irrealistico pensare ad un ritorno del Regno nell’Unione in tempi brevi. Anche perché – prosegue – non c’è nessuno tra i capi di Stato che non vede l’ora di riabbracciare gli inglesi.
E allora? E allora serve uno sforzo di pragmatismo e di creatività per costruire un rapporto di tipo nuovo che tanto serve a nord di Dover e che, però, serve anche per chi vive più a sud di Calais.
Ricostruire un rapporto nuovo tra Regno Unito e Unione Europea significa anche riconoscerci reciprocamente valore.
In fondo, il futuro dell’Unione sarà, ancora di più che non oggi, quello di essere piattaforma sulla quale costruire partnership che legano gruppi variabili di Paesi attorno a obiettivi precisi.
Immaginare un rapporto nuovo con i nostri scomodi ma simpatici vicini – conclude Grillo – è una delle sfide che l’Unione deve vincere”.
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