“E’ fuori luogo parlare di errore che ha bloccato la sperimentazione. La verità è che in un lotto di fiale usato su un gruppo di volontari era stata inserita una quantità minore di prodotto”. Si difende così in un’intervista a la Repubblica Piero Di Lorenzo, il presidente della Irbm di Pomezia, la società che ha prodotto materialmente il vaccino di AstraZeneca, in relazione alla notizia di un errore nell’infialamento di una dose e la necessità di approfondimenti che ha rallentato la fase di approvazione.
Precisa Di Lorenzo: “La cosa, venuta fuori subito dopo la vaccinazione, è stata immediatamente comunicata alle Agenzie regolatorie con una integrazione del protocollo sperimentale. Dall’analisi dell’intero protocollo fatta alla fine della fase 3, si è visto che proprio quella linea aveva una efficacia molto maggiore delle altre e cioè del 90 per cento”.
Di Lorenzo aggiunge anche che “si sarebbe potuto parlare di errore se la cosa fosse sfuggita in fase di somministrazione e fosse stata scoperta solo alla fine. In questo caso, ribadisco, ci siamo trovati di fronte ad una contingenza fortunata. La storia della ricerca scientifica è piena di questi casi fortuiti che hanno dato risultati storici: pensiamo solo alla penicillina ed agli antibiotici” quindi “è stato ritenuto giusto dare pubblicità a tutti i singoli risultati delle varie linee del protocollo, informando, come nota di colore, del caso fortunato che si era verificato”.
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