Sul Quotidiano Nazionale Davide Rondoni critica aspramente la decisione del Governo di imporre la didattica a distanza alle superiori e all’Università.
“Il governo sa bene che i dati ufficiali dell’età media di vittime della epidemia indica 82 anni. E perché invece di proteggere quelle fasce, si chiudono i ragazzi in casa davanti a un pc? E’ giusto che paghino loro la crisi organizzativa del sistema sanitario? E’ intelligente far pagare errori remoti e recentissimi a coloro che dovranno rappresentare la spinta futura del Paese? Si ha l’impressione di un desiderio di dissolvimento nella parte più anziana al comando del Paese. Come se odiassero la gioventù, non scommettessero sul futuro dell’Italia.
A parole tutti insistono sulla centralità dei giovani. Poi si dimenticano di pensare a ciò che serve a loro in questo periodo difficile, cioè scuola vera, università vera, trasporti, luoghi di ritrovi sicuri. Si obietterà: è solo un mese. Ma si tratta di un mese dopo altri mesi in cui questi nostri ragazzi hanno vissuto la primavera e l’amicizia dalla finestra e dallo schermo, e il messaggio che arriva dritto è: siete voi il problema. Invece non è vero. Il rischio forte che i nostri giovani si sentano presi in giro non ce lo possiamo permettere, perché è di loro che ci sarà bisogno.
Occorrerà gente non demotivata per rifare l’Italia. Ammesso che la si voglia rifare. La botta di stanchezza emotiva e di difficoltà oggettive che si sta abbattendo sui ragazzi è l’investimento peggiore. Non solo sull’istruzione ma su tutti quei piccoli lavori nei bar e nei locali che permettevano a molti di dare una mano in famiglia. Ci si augura che verranno sostenute le tante aziende in difficoltà, ma non esiste un risarcimento adatto alla sfiducia. Non esiste soprattutto se dovuta alla menzogna”.








