Secondo il sindaco di Firenze Dario Nardella, c’è «ormai la necessità di una macro-regione Centro Italia. Per rilanciare questa terra di mezzo, che oggi rischia di essere schiacciata tra il Nord e il Sud». Lo spiega in un’intervista al Messaggero.
«È l’intero sistema di mobilità che va modernizzato», afferma. «È da una cinquantina d’anni che parliamo della due mari Fano-Grosseto, mentre il passante di Venezia è stato realizzato in 4 anni. Dobbiamo recuperare un ritardo pesante, per collegare la Toscana all’Umbria, alle Marche e al Lazio settentrionale».
Questa macro-regione Centro Italia, spiega Nardella, «può basarsi sui nodi dell’alta velocità e aeroportuali di Roma e Firenze. Sviluppando al massimo le interconnessioni per accedere a questi hub di partenza e di arrivo, attraverso un sistema infrastrutturale multimodale e sostenibile».
Alla domanda se nel Recovery Plan ci siano fondi specifici per l’Italia Centrale, poi ribatte: «non mi risultano progetti specifici rilevanti ma si possono usare i fondi ministeriali, alimentati dal Recovery Fund per lo sviluppo delle reti ferroviarie. Per esempio la Ancona-Roma, dove siamo in pesante ritardo. Ci si impiega quasi 4 ore, per fare poco più di 200 chilometri. La linea Verona-Torino, identico chilometraggio, si percorre in 2 ore».
Con le altre città d’arte, aggiunge, «già abbiamo cominciato a ragionare in modalità di sistema. Ma in questo sistema deve avere un ruolo decisivo anche Roma, che finora non si è fatta sentire a sufficienza». Nardella è «convinto che la Capitale debba recuperare il posto che le spetta. Ed essere il fulcro di questa macro-regione, insieme a una città come Firenze con la quale ha moltissime compatibilità».








