Daniele Manca ricorda nel suo editoriale del Corriere della Sera le “scelte da fare in fretta”. «Due i temi che in queste ore il presidente incaricato Mario Draghi ha posto con più decisione all’attenzione delle forze politiche nel corso delle consultazioni. Uno è stato la scuola, l’altro la necessità di una forte accelerazione nella campagna di vaccinazione».
«In fase di formazione dei governi spesso e giustamente si pone l’accento sui programmi e sulle molte ambizioni che le nascenti maggioranze si propongono di realizzare. In Parlamento spesso si crede che fatta una legge o approvato un decreto sia finito il lavoro. Non è così. Anzi, è da quel momento che rischia di approfondirsi il solco tra politica e cittadinanza. Una politica che legifera ma che non riesce a rendere atti concreti quelle scelte. Al governo spetterà il compito di iniziare a ricongiungere quei due mondi. E per farlo sarà per questo necessario ripartire dall’emergenza sanitaria». Sarà fondamentale capire le azioni che il Paese ha svolto, positivamente e negativamente. A partire dalla campagna vaccinale. «Dobbiamo chiederci se sinora è stato fatto tutto il possibile sul fronte dei vaccini. E la risposta è no. Prima ancora che di programmi, Recovery plan ed Europa (temi sui quali non abbiamo dubbi il presidente incaricato sarà pronto a dare risposte), si devono da subito inviare segnali concreti ai cittadini su tempi e modi della vaccinazione, come indicato da Draghi nelle consultazioni. Su questo si attende l’impegno delle forze politiche nel sostenere il governo, accantonando speriamo le quotidiane guerriglie verbali alle quali siamo stati abituati negli ultimi anni. Lo stesso Recovery plan per quanto decisivo e opportunità straordinaria per recuperare il tempo perduto, potrà dispiegare i suoi effetti solo se l’economia sarà già tornata a riprendersi. Si deve tornare per quanto possibile alla normalità, in una situazione che lo sappiamo normale non è. Individuare nella scuola una priorità significa anche questo. Significa tornare a occuparsi di quelle generazioni a cui si richiama il Next generation Eu».








