Il direttore del Center for european policy studies (Ceps) di Bruxelles, Daniel Gros, traduce la reazione nei Paesi stranieri alla notizia della crisi politica italiana.
«Cosa stanno facendo laggiù? Perché in questo momento? Io ci vedo qualcosa di simile a quello che succede in altri Paesi come i Balcani, è un fenomeno noto alla ricerca empirica, quando c’è in ballo un trasferimento molto importante dall’estero che passa dai governi si scatena la lotta politica per accaparrarsi il controllo su questo flusso di denaro».
Il direttore del think tank di Bruxelles attacca l’artefice di questa crisi di governo. «I singoli personaggi come Matteo Renzi e altri non sono che comparse, dietro le quali si nasconde la lotta per l’assalto alla diligenza, per il tesoro del quale ognuno vuole una parte».
In conclusione, Gros giudica la prima visione, non integrale, delle 170 pagine del Recovery Plan, approvate dal Consiglio dei ministri. «Ci vedo molte buone intenzioni, alcune cose concrete, come quelle a costo zero sulla giustizia, mentre il resto non è convincente. C’è una cosa concreta, che è quella della rete superveloce, mentre su industria e transizione 4.0 non è chiaro su cosa verranno veramente spesi i soldi».








