Da settimane si parla di un accordo quasi fatto per porre fine alla guerra in Ucraina.
Lo stesso Trump a fine anno, dopo l’ultimo faccia a faccia del 2025 con Volodymir Zelensky a Mar-a-Lago, ha parlato di intesa al 95%.
Ma quel 5% che ancora manca è sembrato finora insormontabile, con alcuni nodi troppo duri da sciogliere: da quello dei territori a quello delle garanzie di sicurezza per Kiev, passando per il controllo della centrale nucleare di Zaporizhzhia, la più grande d’Europa.
La base per riprendere le fila del dialogo nel trilaterale di Abu Dhabi restano i 20 punti del piano concordato proprio a dicembre da Kiev e Washington, con le correzioni introdotte nel corso del vertice della coalizione dei Volenterosi dell’inizio di gennaio a Parigi.
Eccoli di seguito come illustrati a suo tempo dallo stesso Zelensky.
1. La sovranità dell’Ucraina sarà riaffermata: è uno Stato sovrano e tutte le parti lo confermano con le loro firme.
2. Questo documento costituisce un patto di non aggressione tra Russia e Ucraina.
Verrà istituito un meccanismo per supervisionare la linea di contatto attraverso il monitoraggio spaziale senza pilota, per garantire la notifica tempestiva delle violazioni.
3. L’Ucraina riceverà solide garanzie di sicurezza.
4. Le forze armate ucraine rimarranno a 800.000 effettivi in tempo di pace.
5. Gli Stati Uniti, la Nato e gli Stati firmatari europei forniranno all’Ucraina garanzie di sicurezza che rispecchiano l’Articolo 5 dell’Alleanza Atlantica.
6. La Russia formalizzerà una politica di non aggressione nei confronti dell’Europa e di Kiev in tutte le leggi necessarie.
7. L’Ucraina diventerà membro dell’Ue entro un periodo di tempo specificamente definito e godrà di un accesso privilegiato a breve termine al mercato europeo.
8. È previsto un solido pacchetto di sviluppo per l’Ucraina, da definire in un accordo separato sugli investimenti e la prosperità futura.
9. Saranno istituiti diversi fondi per la ripresa dell’economia ucraina, la ricostruzione delle aree e delle regioni danneggiate e le questioni umanitarie.
10. L’Ucraina accelererà il processo di conclusione di un accordo di libero scambio con gli Stati Uniti.
11. L’Ucraina conferma che rimarrà uno Stato non nucleare.
12. La centrale nucleare di Zaporizhzhia sarà gestita congiuntamente da tre paesi: Ucraina, Stati Uniti e Russia.
13. Mosca e Kiev si impegnano a implementare programmi educativi nelle scuole e nella società che promuovano la comprensione e la tolleranza verso le diverse culture.
L’Ucraina applicherà le norme dell’Ue sulla tolleranza religiosa e sulla tutela delle lingue minoritarie.
14. Nelle regioni di Donetsk, Lugansk, Zaporizhzhia e Kherson, la linea di dispiegamento delle truppe alla data del presente accordo è di fatto riconosciuta come linea di contatto.
Mosca deve ritirare le sue truppe dalle regioni di Dnipropetrovsk, Mykolaiv, Sumy e Kharkiv affinché il presente accordo entri in vigore.
Forze internazionali saranno dispiegate lungo la linea.
15. Dopo aver raggiunto gli accordi sui territori, sia la Federazione Russa che l’Ucraina si impegnano a non modificare tali accordi con la forza.
16. La Russia non impedirà all’Ucraina di utilizzare il fiume Dnipro e il Mar Nero per scopi commerciali.
17. Sarà istituito un comitato umanitario per risolvere le questioni in sospeso: tutti i prigionieri di guerra rimanenti saranno scambiati su base “tutti per tutti”; tutti i civili e gli ostaggi detenuti, compresi bambini, saranno restituiti.
18. L’Ucraina deve indire elezioni il prima possibile dopo la firma dell’accordo.
19. Il presente accordo è giuridicamente vincolante.
La sua attuazione sarà monitorata e garantita da un Consiglio di Pace presieduto da Trump.
Ucraina, Europa, Nato, Russia e Stati Uniti faranno parte di questo meccanismo.
In caso di violazioni, saranno applicate sanzioni.
20. Una volta che tutte le parti avranno concordato questo accordo, entrerà immediatamente in vigore un cessate il fuoco completo.








