«È chiaro che un’emissione di 20 miliardi ha un significato soprattutto simbolico, ma rappresenta un salto qualitativo. La partenza, poi, mostra che gli investitori credono a questa novità e al piano che dovrà finanziare. È un segnale forte e importante». Parla così Alberto Quadrio Curzio, professore emerito di Economia politica alla Cattolica e presidente emerito dell’Accademia dei Lincei, in un’intervista a Il Sole 24 Ore.
Curzio ha commentato i risultati della prima emissione di Eurobond sostenendo che «quelli di oggi, come ha ricordato il presidente del Consiglio Draghi, sono dei “quasi Eurobond” perché a qualcuno parlare di Eurobond veri e propri crea problemi seri», ha spiegato.
Secondo il professore «se i mercati acquisteranno questi titoli con favore, se si manterrà la tripla A e la crescita accelera, ci sono le condizioni perché gli Eurobond diventino permanenti. Con un successo di Next Generation e con la capacità dei Paesi di fare le riforme» ha concluso, «l’Europa avrà un’evoluzione qualitativamente pari a quella rappresentata dall’Euro, che oggi è la seconda valuta mondiale».
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