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Così è nato il colore Rosso Valentino | L’analisi

C’è un colore che, più di un logo, ha finito per raccontare un’idea di eleganza italiana nel mondo: il Rosso Valentino.

Dopo la notizia della morte dello stilista quel rosso torna inevitabilmente sotto i riflettori come parte del suo lascito più immediato e riconoscibile.

La nascita del Rosso Valentino sta in un’immagine rimasta impressa nella memoria del couturier quando era ancora giovanissimo: una sera all’Opera di Barcellona, lo sguardo fu catturato da una donna vestita di rosso che spiccava nella folla per intensità e presenza scenica.

Un colpo di fulmine estetico che, negli anni, diventa un’ossessione felice e poi una firma.

Da lì, l’idea si trasformò in scelta creativa: quando Valentino avviò il suo percorso e costruì l’immaginario della maison, decise che la “donna Valentino” dovesse identificarsi proprio con quel rosso.

E lo dirà lui stesso, ricordando quanto una donna in rosso, soprattutto di sera, sia una “meravigliosa” immagine che non si dimentica.

Chiamarlo rosso è quasi riduttivo.

È una sfumatura precisa ma non banale, riconoscibile perché non coincide con i rossi più comuni: non è ciliegia, non è corallo, non è carminio.

Ha un sottotono caldo, pieno, regale, pensato per funzionare su tessuti diversi e su incarnati diversi senza perdere forza.

Un libro celebrativo dedicato racconta che, nel tempo, è stato declinato in una palette vastissima con oltre 550 tonalità, a dimostrazione che più che un singolo campione colore è un alfabeto con molte variazioni.

Il Rosso Valentino è diventato iconico perché unisce l’impatto immediato e il classicismo.

È un colore che regge la scena su un tubino, su una gonna di tulle, su un abito da sera scolpito: e in un’epoca di passerelle e red carpet, quella riconoscibilità vale quanto una firma.

Un colore che si è fatto icona, tanto che i due vestiti rossi più celebri del cinema, quello de ‘La signora in rosso’ e quello indossato da Julia Roberts nella scena all’opera di ‘Pretty woman’ furono ispirati proprio alla nuance e allo stile Valentino, anche se creati, rispettivamente, dalle costumiste Ruth Myers e Marilyn Vance.

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