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Coronavirus, entro la fine dell’anno tampone per un terzo degli italiani

Lo ha annunciato, nel corso della consueta conferenza stampa il commissario per l’emergenza coronavirus Domenico Arcuri. “Da inizio crisi sono stati somministrati in media 39.500 tamponi al giorno, a maggio in media 61 mila  al giorno. L’obiettivo era far crescere stabilmente questo numero fino a  84 mila al giorno, lo abbiamo superato e ne potremo fare 89 mila al  giorno, con un aumento del 47% sul mese di maggio. Inoltre, 9,9 milioni di  prodotti tra reagenti e kit saranno acquistati e messi a disposizione  delle regioni che ne avranno bisogno”.

“Nel Lazio – ha continuato – in media da 3.803 al giorno passeremo a 6.328  tamponi al giorno, da 12.159 a 21.336 in Lombardia e, al 31 dicembre, il 28% degli italiani sarà stato sottoposto a tampone, ove necessario, un italiano su tre quasi. Tuttavia, non ci stancheremo mai di ripetere – ha detto – che il tampone non è un passaporto sanitario”.

“Abbiamo riconquistato l’ultima parte delle nostre libertà dopo 84 giorni dall’11 marzo, che sembra un’epoca fa – ha commentato Arcuri – un’Italia più unita e più libera si è ritrovata. Frutto dei sacrifici e della responsabilità degli italiani, delle scelte del governo e della capacità di applicarle. Senza lockdown – ha detto – il 3 giugno sarebbe stato un giorno come gli altri, senza una  gestione dell’emergenza il virus si sarebbe esteso in tutto il Paese con la stessa gravità, ma il 3 giugno non è stato un giorno come un altro.  Ora dobbiamo preservare la libertà e conferire ad essa il valore che ha. Ora dipende dai nostri comportamenti”.

Capitolo vaccino. “Il vaccino non l’abbiamo ancora trovato e siamo consapevoli che la mobilità tra regioni moltiplica la possibilità del contagio. Questa è un’evidenza statistica. Allora noi in questa fase dell’emergenza abbiamo un dovere: cercare sempre di più il virus, stanarlo e indebolirlo. Per farlo servono i tamponi, i reagenti per estrazione e per amplificazione e serve una rinnovata strategia e un crescente impegno nei test molecolari. Nelle  ultime settimane – ha continuato Arcuri – abbiamo lavorato con le regioni, che ringrazio tutte per  la collaborazione, con un solo obiettivo: trovare il numero maggiore  possibile delle componenti che servono a fare i test molecolari ed evitare  che la fornitura dei tamponi fosse non completamente utilizzata”.    

“Ora lavoreremo ad un’ulteriore fase che a che fare con la dotazione alle regioni di macchine per somministrare i test molecolari con 3 caratteristiche: saranno più avanzate tecnologicamente, potranno effettuare una prestazione più alta e non dipenderanno da un unico reagente. Questo – ha detto – accrescerà ulteriormente la  percentuale di italiani da sottoporre a questa importante analisi”.

Sull’App Immuni. “Un milione e 150 mila italiani hanno  già scaricato la App Immuni, un risultato confortante grazie a un lavoro  coordinato; sarà a pieno regime nelle regioni pilota e dalla settimana successiva in tutta Italia”.

Le mascherine. “Il numero di mascherine italiane che abbiamo ordinato è  superiore al numero di mascherine straniere. Ci sono 22 aziende italiane che ci forniranno 1 miliardo e 800 milioni di mascherine a cui si  aggiungeranno altre 4 aziende per superare i 2 miliardi di mascherine  italiane il cui costo medio è di 41 centesimi”.

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