“Lo standard Euro 6 in vigore oggi, insieme all’aumento dei veicoli elettrici, ha il potenziale per fornire una riduzione dell’80% delle emissioni di NOx entro il 2035 rispetto al 2020. La proposta Euro 7 porterebbe al massimo 4 punti aggiuntivi per le auto e 2 punti aggiuntivi per i camion. Questo impatto marginale avrebbe un costo elevato: Acea stima che la proposta Euro 7 comporterebbe un aumento medio di 2 mila euro del prezzo di una nuova auto. Ciò significa che molte persone sarebbero costrette a prolungare la vita delle loro vecchie automobili, con un effetto controproducente sull’ambiente e sul clima”. E’ quanto si legge in una nota dell’Acea, l’Associazione dei costruttori europei d’auto, in vista del dibattito al vertice Ue di giovedì e venerdì.
“L’Europa e la sua industria automobilistica sono a un punto di svolta. Le sfide sono enormi, così come la pressione sull’industria automobilistica. Oggi, i produttori di veicoli europei stanno affrontando una sfida molto asimmetrica. Non siamo più in testa alla corsa tecnologica e allo stesso tempo, mentre gli incentivi all’acquisto di veicoli a zero emissioni diminuiscono nell’Ue, notiamo un massiccio sostegno ai nostri concorrenti in Cina e negli Stati Uniti. Tutto questo sta accadendo in un contesto in cui la competitività europea complessiva sta erodendo”, afferma il presidente dell’Associazione e Ceo del Gruppo Renault, Luca de Meo.
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