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Comiso e il sogno della pace, l’attualità di una sfida | Lo scenario

I primi anni Ottanta del secolo scorso sono gli anni di una nuova, imponente ondata del movimento per la pace. Contro il nuovo pericolo nucleare e la folle corsa al riarmo a est e a ovest si mobilitano milioni di persone come non si era mai visto prima, né, purtroppo, si vedrà dopo. In questi anni, Comiso diventa la capitale del pacifismo. Proprio qui, nel vecchio aeroporto militare Vincenzo Magliocco, avrebbero dovuto essere installati ben 112 missili nucleari Cruise.

La Nato, nel dicembre 1979, aveva infatti deciso di dispiegare 572 missili nucleari a media gittata (Pershing e Cruise) in cinque paesi dell’Europa occidentale: Olanda, Gran Bretagna, Germania, Belgio e Italia. È la premessa del ddl approdato nell’aula dell’Assemblea regionale siciliana, dopo il via libera unanime in V Commissione.

Il disegno di legge, spiegano i proponenti, non si prefigge soltanto di celebrare il ricordo dell’imponente, eterogeneo movimento della pace – dal Pci di Pio La Torre al mondo cattolico fino al variegato associazionismo – che vide Comiso come protagonista, ma in un momento storico-politico qual è quello che attualmente si sta vivendo – “dove gli equilibri internazionali di pace sembrano sempre più precari, in alcuni casi sono perfino saltati causando devastanti conflitti tutt’ora in atto (Medioriente, Europa dell’est)” – partendo da quell’esperienza e in ragione della sua storia “vuole soprattutto fare (ri)diventare Comiso interprete internazionale della cultura della pace” , sottolinea la relazione al testo.

Gli euromissili erano il frutto di una scelta strategica: la risposta all’installazione degli SS20 sul territorio dei Paesi del Patto di Varsavia. In breve Comiso diventa una delle più importanti capitali mondiali del nuovo pacifismo. Un movimento di massa senza precedenti. Grande l’impegno anche delle donne. A Comiso le donne del gruppo La Ragnatela, per esempio, attuano un combattivo campo di opposizione alla base missilistica sull’esempio delle donne inglesi.

Sempre in quegli anni si tiene l’incontro internazionale delle donne su “Donne e disarmo” e in seguito varie donne vengono denunciate per la protesta davanti ai cancelli dell’aeroporto: diverse sono arrestate. Donne di pace che hanno lasciato un segno dei tempi nella memoria collettiva. Ecologisti e nonviolenti acquistano terreni nei pressi della base chiamandola Verde vigna e coltivano con metodi biologici.

I cattolici – Acli, Fuci e comunità cristiane di base – per alcuni anni promuovono una via crucis contro i missili davanti alla base. Ad aprile del 1982, sempre a Comiso, nuova grande manifestazione popolare. Da tutta Italia in 100 mila sfilano in un corteo interminabile davanti all’aeroporto Magliocco. Un milione di firme raccolte in Sicilia, un’isola con circa cinque milioni di abitanti.

Il 16 aprile del 1982, quando al Circolo della Stampa di Palermo lancia la sua iniziativa, Pio La Torre, grande protagonista di quella stagione pacifista, non può sapere che la sua petizione contro i missili nucleari della Nato a Comiso arriverà a coinvolgere praticamente ogni famiglia della Sicilia. Nei giorni successivi alcuni pacifisti cominceranno lo sciopero della fame e si apre a Vittoria, città limitrofa, il campo internazionale della pace che attiverà molte iniziative: marce, digiuni, blocchi.

Inizia da Palermo una lunga marcia di preghiera contro i missili con il monaco buddista Gyosho Morishita che arriva a Comiso dopo 50 giorni. (Sia detto fra parentesi che il monaco, in risposta alla base missilistica Nato, ha voluto che proprio a Comiso, alle pendici dei monti Iblei, si costruisse una Pagoda della Pace, tempio buddista simbolo di interazione tra popoli e civiltà, ancora oggi luogo di pellegrinaggio pacifista).

Di lì a poco, giunge a Comiso la marcia Milano-Comiso promossa da un gruppo di intellettuali. A seguire, la marcia Catania-Comiso. In migliaia bloccano i cancelli dell’aeroporto e impediscono i lavori alla base: una mostra fotografica illustra la tragedia di Hiroshima. Parte la marcia Comiso-Ginevra organizzata dalle Acli e vi sono cariche della polizia contro i pacifisti che bloccano i cancelli. Ancora cariche nel settembre dell’83.

Milioni di donne e uomini nelle piazze per cercare di contrastare i pericoli di guerra tra le due superpotenze Usa e Urss e la loro corsa al riarmo simboleggiata dai nuovi missili SS20, Cruise e Pershing. Oltre che in Europa, il movimento fu molto attivo negli Stati Uniti e presente anche nei paesi dell’Est, quelli del Patto di Varsavia.

Il movimento per la pace ha lasciato segni profondi e indelebili, non soltanto nei protagonisti ma in tutta l’opinione pubblica. Questo straordinario movimento pacifista che vide il suo epicentro a Comiso fu una fucina per tanti giovani di cultura, religione ed estrazione politica diverse che ebbero l’opportunità di sperimentare nuove forme di partecipazione democratica.

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