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Come ripartire sul clima | L’analisi di Danilo Taino

“Forse l’umanità non si sta estinguendo. Vedremo cosa ne pensano le oltre 50 mila persone e i rappresentanti dei governi che da oggi al 21 novembre si riuniscono in Brasile per la Cop30 sui cambiamenti del clima”.

Ne parla Danilo Taino sul Corriere della Sera: “L’impressione è che – scrive l’editorialista – rispetto alle precedenti 29 conferenze, molto stia cambiando nella conversazione sul tema: la previsione che la vita sulla Terra rischi di finire a causa delle emissioni di gas a effetto serra è sempre meno condivisa e le misure prese negli anni scorsi per contenere l’aumento della temperatura del pianeta, costose e dai risultati modesti, trovano sempre più opposizioni.

L’allarmismo che ha caratterizzato a lungo la stagione della lotta al climate change è in esaurimento. Non che il problema non esista: il pianeta si scalda e ciò ha effetti in molti casi gravi. La novità è che ora la questione viene sempre più spesso relativizzata rispetto ad altre emergenze non solo non meno serie ma anche più facilmente trattabili. Questo è ciò che sta succedendo nella discussione sul riscaldamento del clima.

Alla base ci sono cambiamenti nella società, nell’economia e nella politica. In Europa – osserva Taino – si sono fatte scelte che oggi anche molti di coloro che le avevano sostenute giudicano sbagliate o troppo anticipate. Il Green Deal, per esempio, ha suscitato reazioni in passato e oggi è in via di non facile revisione da parte della Commissione Ue sulla spinta di più di un governo, proprio a causa dei suoi costi in particolare per le imprese. L’urgenza di contenere l’aumento delle emissioni a effetto serra ha insomma prodotto un caos e politiche dai costi elevati per le imprese e per le fasce meno ricche dei cittadini.

Nel frattempo, come ha notato Gates, i Paesi più poveri hanno bisogno di energia, che al momento può essere prodotta solo con combustibili fossili, per uscire dalla povertà e limitare le malattie spesso prodotte proprio dalla penuria di elettricità. La situazione che si è creata sta dunque dando vita a una conversazione diversa rispetto a quella dominante negli ultimi anni. L’opposizione estrema e senza dibattito dell’Amministrazione Trump a ogni passo per affrontare il riscaldamento del pianeta ha dato un’ulteriore spinta al ripensamento di molti altri governi”.

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