«Io sono scioccato dal linguaggio usato ancora dalla Pa italiana per parlare con i cittadini». Parla così il ministro per l’Innovazione tecnologica e la transizione digitale, Vittorio Colao intervenendo al Forum Pa.
«Se io confronto una multa che prendo in Inghilterra con una multa che prendo in Italia, oppure il remind di pagare la tassa rifiuti» dice Colao che ha vissuto per anni in Gran Bretagna. «Una è una roba che i miei figli capiscono, perché chiunque parli una normale lingua capisce, l’altra bisogna cercare di andare attraverso le righe per trovare cosa vuole dire».
«Il grande problema è che digitalizzando tutto ciò, diventa completamente criptica. È assolutamente impossibile gestire nel mondo digitale quel linguaggio e quel modo di comunicare» spiega.
«So che ci sono dei “requirements” di legge, so che ci sono preoccupazioni ma dobbiamo cominciare a parlare un italiano normale e comprensibile dai cittadini. Anche di questo parlerò con il ministro Brunetta, che so che è molto sensibile a questo. Dobbiamo aiutare, aiutarci a fare sì che una serie di cose irrilevanti dal punto di vista della comunicazione immediata vadano nel background e non diventino una barriera» sottolinea Colao.
Per saperne di più:

Logistica e innovazione, Antonio Brunacci: serve un ecosistema integrato per rendere più competitivo...

Una rivolta senza memoria: la gioventù europea in piazza senza ideali e senza modelli da seguire | L...

Gianfranco Fini, ex presidente della Camera e ministro degli Esteri: “Ragazzi soli e senza modelli, ...

Intelligenza artificiale: “L'università deve formare il giudizio critico, non la dipendenza dagli al...

Carlo Messina, ceo Intesa Sanpaolo: “Un Pnrr delle banche e la vendita degli immobili pubblici per a...






