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Claudio Descalzi (ad Eni): «Abbiamo retto l’urto della pandemia, salvando il trimestre ed evitando esuberi. Transizione energetica strada da perseguire»

Niente esuberi e riduzione dei costi di 4 miliardi: così Eni ha resistito all’urto della pandemia. A raccontarlo è l’ad Claudio Descalzi, in un’intervista a La Stampa, sottolineando i margini ridotti nella raffinazione (-90%) e il contesto storico, complicato per tutti.

«Gli interventi messi in atto da marzo a giugno, con il nuovo piano 2020-21, stanno dando i risultati sperati per reggere l’urto della pandemia. Abbiamo realizzato in modo chirurgico la reingegnerizzazione di tutto il piano 2020-21 che abbiamo pensato tra marzo e giugno e questo ci ha consentito di salvare il trimestre».

Risultato: riduzione dei costi di 4 miliardi e nessun esubero. Giusto qualche prepensionamento. «Su alcuni indicatori abbiamo fatto meglio del 500% rispetto a quanto previsto dagli analisti. Uno snodo chiave è stato il successo dei due bond ibridi che hanno contribuito a portare la liquidità di cui disponiamo a quota 20 miliardi. L’altro è essere riusciti nell’obiettivo di controbilanciare le oscillazioni del nostro business caratteristico: i numeri ci dicono che ora le altre attività valgono di più e il mercato inizia a riconoscercelo».

Per quanto riguarda il futuro e i fondi europei, Descalzi è netto: «È fondamentale fare presto i nostri progetti avrebbero un impatto su 65-70 mila persone all’anno. Dobbiamo proseguire sulla strada della transizione energetica».

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