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Aldo Cazzullo (Corriere della Sera): «La pandemia non è finita: i vaccini servono a non tornare ai numeri dell’autunno scorso»

Sul Corriere della Sera, Aldo Cazzullo invita a non ripetere l’errore commesso un anno fa, in questi stessi giorni: pensare che la pandemia sia un brutto ricordo, e che tutto possa ricominciare come prima. «Purtroppo non è così. Lo confermano le notizie che arrivano da Londra, con i casi in aumento, la diffusione della variante indiana, il rinvio delle riaperture. Intendiamoci: è giusto ricominciare a vivere. Tornare al cinema, a teatro, al ristorante. Recuperare quel gusto della socialità, quel calore delle relazioni umane che rende dolce la vita».

«Più che gli assembramenti,» spiega il giornalista, «preoccupa la sensazione che si sta diffondendo: che ormai ne siamo fuori, e quindi non ha senso fare la seconda dose del vaccino, e iniettare la prima ai giovani. Purtroppo non è così. Gli esperti possono anche essersi contraddetti in questi mesi, ma su un dato sono concordi: il vaccino serve. Eviterà che il virus torni a diffondersi tra qualche mese con la forza dell’autunno scorso. Protegge dalle varianti. Se anche non può immunizzarci al cento per cento, ci salva dalle forme più gravi della malattia, e quindi previene l’intasamento degli ospedali e il blocco del sistema sanitario, da cui deriverebbe l’esigenza di richiudere tutto».

«Eppure si continuano a enfatizzare i rischi», prosegue. «Di un morto per il vaccino – evento funesto e doloroso, certo da non sottovalutare – si discute per settimane. Le decine di morti al giorno per il Covid sono citate così, en passant, giusto per rimarcarne la diminuzione. Non è un atteggiamento un po’ schizofrenico? Certo, tutti siamo stanchi, quando vediamo un virologo in tv cambiamo canale. Quando sentiamo nominare la “variante Delta” sbuffiamo come fosse un brutto film di spionaggio. I francesi possono girare senza mascherina all’aperto, presto potremo farlo anche noi. Ma illuderci che sia finita ci porterebbe a un’amara disillusione. Fino a quando non saremo vaccinati quasi tutti, non potremo stare tranquilli» conclude Cazzullo.

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