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Maria Elisabetta Casellati (presidente del Senato): «La giustizia non può diventare guerra di “tifoserie”»

«Da troppo tempo nel nostro Paese si assiste ad un vero e proprio cortocircuito mediatico-giudiziario. I processi prima che nei tribunali vengono celebrati sulle pagine dei giornali, in televisione, nelle piazze e ultimamente anche a colpi di post sui social. Il tema della giustizia non può essere ridotto a una guerra tra opposte “tifoserie”. Mi auguro che una volta per tutte possa aprirsi una fase di riforme che metta fine a questa barbarie». Così la presidente del Senato, Maria Elisabetta Casellati, in un’intervista al quotidiano La Stampa.

Casellati commenta la lettera scritta da Luigi Di Maio a Il Foglio, in cui chiede scusa all’ex sindaco di Lodi, Simone Uggetti, per la “gogna mediatica” a cui venne esposto anche a causa degli attacchi del M5S in occasione di una vicenda giudiziaria dalla quale è stato recentemente assolto.

La presidente aggiunge «Mi è piaciuto molto il coraggio del ministro degli Esteri Di Maio che ha definitivamente sposato l’unica linea possibile secondo la nostra Costituzione, che è quella del garantismo».

Per Casellati, «l’Italia oggi più che mai ha bisogno di riforme che possano ammodernare il Sistema Paese, renderlo competitivo e in grado di affrontare le sfide di una società e di un’economia globale sempre più evoluta» e sottolinea che «non raggiungere questo obiettivo significherebbe perdere il treno del Recovery e buttare alle ortiche tutti i soldi dell’Unione europea».

Poi sul capitolo Csm afferma che «le vicende che da tempo interessano il Csm e più in generale la magistratura mi lasciano sgomenta. La mia esperienza al Csm è stata positiva, perché l’ho vissuta con una forte volontà di innovazione e di riforma. Tant’ è che proprio al Csm, nel luglio 2016, in una seduta plenaria, ho proposto il sorteggio dei magistrati da candidare al Csm. A mio parere,» conclude «questa è l’unica riforma compatibile con la Costituzione che può arginare la deriva correntizia». 

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