In un solo giorno la Commissione europea ha recapitato a Roma una raffica di contestazioni: dalla direttiva sugli edifici green ai Piani individuali di risparmio, dalle concessioni balneari alla bandiera nei servizi portuali.
Lo riporta La Verità, in un articolo di Sergio Giraldo pubblicato il 2 ottobre 2026.
Case green, parere motivato
Sul fronte immobiliare l’Italia ha ricevuto un parere motivato, secondo stadio della procedura d’infrazione, per non aver inviato la bozza del piano nazionale di ristrutturazione degli edifici previsto dalla direttiva “case green”, che andava consegnata entro il 31 dicembre 2025.
Insieme ad altri Paesi, Roma ha ora due mesi di tempo, trascorsi i quali la Commissione potrà rivolgersi alla Corte di giustizia europea.
La direttiva era stata approvata a maggioranza qualificata all’Ecofin del 12 aprile 2024 con il voto contrario di Italia e Ungheria e l’astensione di Croazia, Repubblica Ceca, Polonia, Slovacchia e Svezia.
Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti aveva chiesto chi ne avrebbe pagato il conto.
La norma non è stata ancora recepita: il governo l’ha esclusa dalla legge di delegazione europea e il termine, scaduto il 29 maggio 2026, è passato senza recepimento.
Il ministro per gli Affari europei Tommaso Foti ha fatto sapere che Roma ha già segnalato a Bruxelles “rilevanti difficoltà applicative”.
Nel mirino i Pir
Tra le due procedure aperte sul risparmio, la più significativa riguarda i Piani individuali di risparmio, nati nel 2017 per indirizzare i risparmi delle famiglie verso le imprese italiane in cambio di uno sconto fiscale.
Per ottenere l’agevolazione, una quota minima del portafoglio deve essere investita in società residenti in Italia o con una stabile organizzazione nel Paese.
Secondo la Commissione questo vincolo è una restrizione ingiustificata alla libera circolazione dei capitali, perché scoraggia gli italiani dall’investire in aziende di altri Stati membri.
Bruxelles indica invece come modello i Conti di risparmio e investimento descritti in una raccomandazione del settembre 2025 e, per contestare i Pir, richiama l’articolo 63 del Trattato sul funzionamento dell’Ue.
Secondo La Verità si tratta di un paradosso: uno strumento pensato per finanziare l’economia nazionale viene trattato come un’anomalia proprio mentre Bruxelles lamenta che il risparmio europeo resti fermo sui conti correnti o prenda la strada degli Stati Uniti.
Balneari, la procedura resta aperta
Sulle concessioni balneari la Commissione ha fatto sapere che la procedura, già arrivata al parere motivato, resta aperta.
La vicenda nasce dalla direttiva Bolkestein, approvata nel luglio 2006 in Consiglio dal governo di Romano Prodi, e ha già prodotto negli anni tre procedure d’infrazione.
Il governo ha approvato un decreto che fissa la scadenza delle concessioni al 30 settembre 2027 e ha preparato il bando tipo per le gare, mentre ad agosto il Consiglio di Stato ha stabilito che quella data non mette al riparo i concessionari uscenti e che l’indennizzo va dimostrato con i documenti degli investimenti.
La portavoce della Commissione per il Mercato interno ha spiegato che Bruxelles segue da vicino l’attuazione della legge e ha ricordato ai Comuni che nulla impedisce loro di bandire subito le gare.
Porti e bandiera nazionale
Nuove contestazioni anche sui porti.
Italia, Francia e Spagna impongono a rimorchiatori e ormeggiatori che operano nei propri scali di battere bandiera nazionale, per garantire l’applicazione delle leggi sul lavoro del Paese.
Il regolamento europeo sui servizi portuali del 2017, approvato in Consiglio senza voti contrari quando a Palazzo Chigi sedeva Paolo Gentiloni, consente un requisito di bandiera, ma per la Commissione deve trattarsi della bandiera di qualunque Stato Ue.
I tre governi hanno ricevuto un parere motivato e hanno due mesi per adeguarsi.
Il conto delle infrazioni
Al 31 luglio le procedure d’infrazione aperte contro l’Italia erano 76.
Per La Verità la lezione è che serve maggiore attenzione all’agenda europea e a ciò che si vota a Bruxelles: fermare le norme in Consiglio costa molto meno che inseguirle quando arrivano le lettere della Commissione.








