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Fincantieri e Saipem verso una joint venture per i robot sottomarini della Difesa | L’analisi di Andrea Deugeni

Accantonata l’ipotesi di acquisire Sonsub, il gruppo navale guidato da Pierroberto Folgiero punta a un’alleanza per sviluppare i droni subacquei Hydrone.

Governance e tempi ancora da definire.

Fincantieri non rinuncia ai robot sottomarini di Saipem, ma cambia strada.

Archiviata l’idea di rilevare Sonsub, il gruppo navale lavora ora con la società di ingegneria energetica a una joint venture dedicata alla tecnologia subacquea Hydrone.

Lo riporta MF-Milano Finanza in un articolo firmato da Andrea Deugeni e pubblicato il 2 ottobre 2026.

Secondo il quotidiano, i droni Hydrone andrebbero ad arricchire il portafoglio di tecnologie dual-use, cioè con applicazioni sia civili sia militari, del Polo dell’Underwater di Fincantieri.

Sarebbe questo il punto d’incontro tra due grandi società partecipate dallo Stato nel settore subacqueo, dopo circa un anno e mezzo in cui Saipem ha respinto le offerte di acquisizione avanzate da Folgiero.

Che cos’è Sonsub

Sonsub è il centro di eccellenza di Saipem per le tecnologie e la robotica sottomarina.

Guidato da Alessandro Puliti, ha sedi a Marghera e a Trieste.

Progetta e realizza droni dotati di intelligenza artificiale che ispezionano oleodotti, gasdotti e impianti sul fondale ed effettuano interventi di manutenzione fino a 3.000 metri di profondità, senza bisogno di sommozzatori.

È un settore considerato cruciale anche per la difesa nazionale.

Dalla partnership al tentativo di acquisto

Nel 2024 le due società avevano firmato una partnership per integrare i robot subacquei sulle navi di Fincantieri.

In seguito, mentre costruiva il Polo Tecnologico della Subacquea, la divisione che riunisce sotto un’unica regia le competenze e le attività del gruppo legate al mare, Folgiero aveva cercato di portare Sonsub all’interno del gruppo.

L’obiettivo era ripetere il successo dell’operazione Wass, la società di siluri e sonar che Fincantieri ha rilevato da Leonardo all’inizio del 2025.

Nel corso del 2025, scrive MF-Milano Finanza, Folgiero aveva avuto colloqui con i principali azionisti di Saipem, cioè Eni e Cdp, che controlla anche Fincantieri, e con il governo.

Il progetto si sarebbe però fermato per l’opposizione di Saipem e di Eni, impegnate nella fusione con Subsea7.

Il nodo della governance

A febbraio lo stesso Folgiero, interpellato sul dossier, aveva spiegato: «Non ci sono novità.

È una realtà con cui abbiamo una collaborazione commerciale, sono molto attivi con dei prodotti di grande innovazione e qualità nel dominio oil and gas, e lo spirito della collaborazione è nella direzione di evolvere prodotti anche in applicazioni diverse, come applicazioni nel settore della difesa.

Valutiamo tutte le opzioni».

Oggi, secondo fonti citate dal quotidiano, le due società stanno definendo una struttura societaria condivisa per unire il know-how di Saipem sugli Hydrone e la capacità di integrazione di Fincantieri, così da creare un polo di eccellenza nei robot subacquei.

Non c’è ancora una data per il closing: la sfida principale resta trovare una governance efficace.

In arrivo una commessa da 1,5 miliardi

Nel frattempo, la Marina Militare starebbe per assegnare a Fincantieri una nuova commessa per due fregate Fremm Evo, del valore complessivo di circa 1,5 miliardi di euro.

Le nuove unità sostituiranno le navi Carlo Bergamini e Virginio Fasan, che nel 2028 e nel 2030 saranno cedute alla Grecia.

In Borsa il titolo Fincantieri ha chiuso a 12,365 euro, in rialzo del 2,7%.

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