Carlo Verdelli (Corriere della Sera): «Le nuove misure del governo sono già vecchie. Ecco perché»

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Sul Corriere della Sera, Carlo Verdelli parla del coraggio da ritrovare per affrontare la nuova ondata di coronavirus che sta investendo l’Italia.

Le nuove misure del governo – osserva – sono infatti già vecchie.

Il grado di responsabilità di noi cittadini, altissimo nei primi mesi della pandemia, adesso fatica a raggiungere il livello necessario per fronteggiare la caparbietà di un virus che sta mettendo in ginocchio il mondo.

Ha torto chiunque si affidi a un’insensata speranza che bastino pochi e blandi correttivi di rotta per scansare l’iceberg che è tornato a profilarsi davanti alla nostra prua.

Il nemico non è alle porte.

Il nemico è già rientrato nella nostra fortezza di burro e per la seconda volta promette di farci molto male.

Mentre stiamo crudelmente rimontando posizioni nella classifica dei Paesi europei più colpiti, aspettare anche soltanto una settimana per imporre una strategia di contenimento adeguata sarebbe un peccato civile imperdonabile.

E porterebbe, inevitabilmente, all’ipotesi più estrema e più letale, quella della chiusura totale.

Non a Natale, come è stato da qualcuno immaginato: molto prima.

Il coronavirus circola più che mai, lo dicono gli scienziati coscienziosi, lo confermano i numeri. E va preso atto di un’evidenza: la nostra prima linea difensiva, cioè l’individuazione dei «positivi», non sta reggendo, anzi è stata travolta. Avere difeso molto meglio di altri la nostra comunità quando il virus venuto dalla Cina scelse proprio l’Italia come primo Paese di sbarco è un titolo di merito e una credenziale importantissima.

Sprecarla adesso, con scelte inadatte (e persone non all’altezza) rispetto alla rinnovata voracità del morbo, non cancellerebbe il buono dell’altro ieri ma ipotecherebbe il futuro a breve di una nazione che sta camminando, non del tutto consapevole, su un ponticello sospeso tra due abissi.

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