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Carlo Verdelli: «Attenti all’iceberg della scuola. Rischiamo un danno che l’Italia non merita»

“Se il governo si togliesse per un attimo la mascherina dagli occhi, vedrebbe subito l’iceberg a cui sta andando incontro”.

Si tratta – scrive Carlo Verdelli sul Corriere della Sera – dell’iceberg Scuola, che avanza verso la nave Italia a una velocità spaventosa, nella colpevole incuranza generale”.

“È l’unico settore per cui non è ancora stato previsto nemmeno un protocollo per la ripartenza. Otto milioni di studenti aspettano da inizio marzo una qualche prospettiva per il loro ritorno in classe”, prosegue l’ex direttore di Repubblica.

“La didattica a distanza, lodevolmente sperimentata in questo tempo sconvolto dalla reclusione per pandemia, ha raggiunto un alunno su due, aggravando una povertà educativa che secondo l’Istat ha ormai superato i 2 milioni di minori, un quarto del totale”.

“Forse si ricomincerà lunedì 14 settembre, ma non si sa in quanti né come, e poi bisogna ancora incastrare la data con il turno elettorale saltato per virus, visto che la quasi totalità dei seggi è ospite fissa di edifici scolastici” continua Verdelli.

“Se ne discuterà con le Regioni, prossimamente. In fondo siamo appena a metà giugno, c’è tutto il tempo per fare finta di risolvere il problema. Tanto ci sono le madri a garantire supplenza: se non loro, chi? Il marito torna al lavoro e la moglie, obbligata dalla necessità, resta accanto ai figli, e magari il lavoro lo perde per prima”.

“Altrove hanno avuto chiaro da subito qual era la priorità sociale. In Germania, Francia, Regno Unito, Danimarca, ma persino in Paesi più fragili come Grecia e Portogallo, chi dalle materne e chi anche solo per concludere i cicli, hanno tentato di cucire la ferita aperta dalla pandemia mettendo per i primi i bambini”.

“Noi stiamo facendo il contrario e non da oggi. Fra i 37 Stati dell’Ocse, l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo economico, siamo con vergogna all’ultimo posto per spesa pubblica destinata all’istruzione: 6,9 % del totale”.

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