La classe dirigente del Paese si confronta sulla Ripartenza - Rivedi i nostri Talk

Mara Carfagna (ministra Sud): «Green pass: lo strumento più adatto a questi tempi eccezionali»

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su whatsapp
Condividi su email

Il Governo sta valutando la possibilità di introdurre l’obbligo di green pass per entrare nei luoghi a rischio affollamento entro fine luglio. Una decisione che verrà presa tramite decreto. Oggi, dopo aver analizzato i dati del monitoraggio settimanale sull’andamento della curva epidemiologica, verranno delineate le misure del provvedimento da discutere nella cabina di regia che sarà convocata martedì prossimo.

Resta aperto il dibattito sulla lista delle attività per le quali sarà indispensabile avere la certificazione per dimostrare di essere vaccinati, oppure essere guariti, oppure avere un tampone negativo nelle 48 ore precedenti. Ma la scelta è fatta e sarà operativa entro la fine di luglio, più probabilmente già la prossima settimana. Ovunque ci sia un affollamento il green pass sarà obbligatorio. E ciò renderà possibile far entrare un maggior numero di persone negli stadi, ai concerti, nelle sale degli spettacoli addirittura raggiungendo la capienza del 100%.

Il green pass dovrebbe essere indispensabile anche per partecipare a eventi pubblici e convegni. Bisognerà avere la certificazione per viaggiare sui treni a lunga percorrenza e in aereo, mentre non è prevista la stessa misura per il trasporto pubblico. Sarà poi il confronto all’interno della cabina di regia del governo a sciogliere il nodo sull’obbligo di green pass per i ristoranti al chiuso.

Per la ministra per il Sud, Mara Carfagna, il green pass è «lo strumento più adatto ai tempi eccezionali che stiamo vivendo. L’opposto di una camicia di forza: nasce a tutela dei cittadini e delle imprese per liberare tutte quelle attività che la pandemia ha vietato o limitato, e per ripristinare l’esercizio dei diritti in sicurezza. Penso ai concerti di piazza, ai festival estivi, ai raduni, alle gare sportive. Tutte cose che si potrebbe tornare a fare senza rischi, incentivando tra l’altro i giovani a vaccinarsi».

In un’intervista a Repubblica la ministrami spiega che «penso che da noi sia difficile utilizzarlo per trasporti pubblici, bar e ristoranti, dove fra l’altro le misure a tutela della salute pubblica sono sempre state rispettate. Mentre sarebbe opportuno per grandi eventi, viaggi aerei o discoteche, dove il pericolo di assembramento è alto».

SCARICA IL PDF DELL'ARTICOLO

[bws_pdfprint display=’pdf’]

Iscriviti alla Newsletter

Ricevi gli ultimi articoli di Riparte l’Italia via email. Puoi cancellarti in qualsiasi momento.

Questo sito utilizza i cookie per migliorare l'esperienza utente.