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Cancelleri (viceministro Infrastrutture): «Per Atlantia il tempo è quasi scaduto. Non vogliono mantere su Aspi le responibilità derivanti dal crollo»

Conto alla rovescia per Aspi: tra due giorni, entro il 30  settembre, o Atlantia, la holding dei Benetton, accetta la vendita di  Autostrade a Cassa depositi e prestiti con un accordo sulla manleva o il governo deciderà per la revoca della concessione. 

Nella lettera dell’esecutivo ad Atlantia, ha detto Giancarlo Cancelleri, viceministro delle Infrastrutture e dei trasporti, a Radio Cusano Campus, “il governo chiede di rispettare una parte dell’accordo” di luglio scorso “che è la manleva, cioè che le responsabilità civili, amministrative e  penali che Aspi ha per il crollo del ponte di Genova e le 43 vittime e che la magistratura sta accertando, non possono passare insieme alle quote  azionarie al nuovo socio Cdp. Quindi Atlantia deve mantenere queste  responsabilità per sé, ma non vuole farlo. Per cui c’è questo braccio di ferro che se non si risolverà entro il 30 settembre, procederemo con  la revoca” della concessione. 

“È passato troppo tempo. Lo dobbiamo al popolo. Spero che entro il 30  ci sia un sussulto di dignità da parte di Atlantia, nel rispetto anche  delle 43 vittime e dei loro familiari, perché le responsabilità non si  possono vendere, ma si hanno per quello che si fa”. 

Secondo Cancelleri, “in questa vicenda le provocazioni mi pare siano  all’ordine del giorno, il metodo di Atlantia è sempre stato quasi  ricattatorio. Non mi sembrano atteggiamenti consoni ad un dialogo con le  istituzioni da parte di un’azienda che ha in concessione dei beni che  appartengono allo Stato”, ha sottolineato. “Secondo me questi signori si  erano convinti che le elezioni sarebbero andate in un certo modo e che il  governo era arrivato alle battute finali. In realtà il governo si è  rinsaldato e ora si ritrovano con le spalle al muro”, ha puntualizzato.   

“Se si perde troppo tempo procederemo alla revoca, la strada è  tracciata. In quel caso si commissaria Aspi, ci sarà un commissario  governativo che gestirà per un periodo di transizione la società. Si  avvierà anche la messa a bando delle concessioni con una legge che ci permetterà di accelerare il più possibile questo processo. Nel giro di  un anno, due anni al massimo dovremmo avere il nuovo concessionario.  L’idea del Governo poi è anche quello di spacchettare questo mostro per  riuscire ad avere concessionari che in maniera più snella riescano a  rispettare anche gli impegni presi. Si deve passare dalle parole ai fatti  e questo è il momento per poterlo fare”, ha continuato.

I 209 mld del Recovery Fund “non vanno spesi come in passato, bisogna  fare un grande piano di rilancio. Abbiamo un’opportunità unica, dobbiamo  investirli bene. Stiamo parlando di più di 80 miliardi per le  infrastrutture.

Non facciamo cadere tutto in un dibattito Ponte sullo stretto sì o no, serve un grande piano infrastrutturale per il  mezzogiorno che porterà posti di lavori”, ha concluso.

Domani, scrive ‘La Stampa’, arriverà una nuova lettera di Atlantia, in  risposta al governo, in cui la società che fa capo ai Benetton porrà  nuove condizioni ma lascerà ampi margini di dialogo sull’accordo  d’acquisto saltato con Cassa depositi e prestiti. Nel frattempo, in queste  ore, l’esecutivo sta preparando un’ulteriore offerta di mediazione per  sottrarre alla holding che controlla Autostrade per l’Italia l’argomento  della manleva, la garanzia che il futuro acquirente di Aspi non erediterà  le responsabilità civili sui danni indiretti derivanti dalla caduta del  ponte Morandi a Genova, danni che oggi sono impossibili da calcolare.

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