«Il Reddito di cittadinanza deve essere dato a chi è in difficoltà, ma subito dopo ci dovrebbe essere un sistema per ricollocare queste persone. Se questo meccanismo non c’è, si mette in piedi un sistema assistenziale di cui stiamo già osservando le conseguenze negative». Lo dice all’Agi il vice presidente nazionale e presidente pugliese di Federalberghi, Francesco Caizzi, analizzando l’andamento della ripartenza, dopo la revoca delle restrizioni anti-Covid.
«Se in Puglia mancano seimila addetti nel comparto alberghiero, ciò si deve anche agli effetti del sussidio» sottolinea Caizzi «di cui usufruiscono i lavoratori stagionali che oggi rifiutano contratti di durata inferiore a quattro mesi che non consentono di percepire l’assegno di disoccupazione. Queste persone chiedono di lavorare in nero e magari, nelle piccole attività – penso ad esempio alle pizzerie e ai ristorantini non strutturati – ci riescono, anche solo nei fine settimana».
«È vero che con il Reddito di cittadinanza si percepiscono 400-500 euro. Ma è anche vero che questi soldi sono la base alla quale aggiungere il nero. Io, per esempio, ai giovani non darei alcun sostegno. Un giovane chiede anche 70 euro in nero a serata, che in dieci giorni sono 700 euro» spiega Francesco Caizzi «e che aggiunti ai 500 euro di sussidio fanno 1200 euro. Poi, negli altri 20 giorni del mese, uno fa quello che vuole, va al mare, decide se lavorare o meno, in definitiva non ha l’impegno».
Caizzi conclude: «Tutto quello che dovrebbe essere alla base della formazione di un giovane non c’è, cioè l’impegno, la costanza che ci vogliono per fare lo stage, l’apprendistato e diventare commis o maitre».








