«Effetti indesiderati di questo tipo non sono preoccupanti e non pregiudicano in alcun modo la vaccinazione di massa. Tuttavia, non dimentichiamo che l’unico modo per proteggere quelli che non si potranno vaccinare sarà l’immunità di gregge». Questo il commento di Roberto Burioni, virologo dell’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, rispetto alle reazioni allergiche – simili ad altre già sofferte in passato – riscontrate da due persone dopo la somministrazione del vaccino Pfizer-BionTech nel Regno Unito.
«In Regno Unito sono iniziate le vaccinazioni in massa e ci sono stati i primi due eventi avversi» ricostruisce il virologo sul sito da lui fondato “Medical Facts”. «Non ci sono report ufficiali, quindi mi baso su quello che è apparso sulla stampa. A quanto si legge, in due infermieri si sono verificate reazioni anafilattoidi: sono piuttosto pericolose se non vengono curate prontamente, ma se trattate come si deve non portano a danni permanenti, risolvendosi in brevissimo tempo».
«Non sapendo quante persone sono state vaccinate ieri», continua, «non possiamo trarre troppe conclusioni: ma siccome non credo che ne abbiano vaccinate milioni, possiamo dire che queste reazioni sono state più frequenti di quanto non accada per gli altri vaccini».
«L’elemento estremamente interessante è che si trattava di soggetti che avevano già in passato sofferto di gravissimi episodi di questo tipo, tanto che si portavano dietro una siringa per l’iniezione rapida di adrenalina». Secondo l’opinione del virologo, è «piuttosto improbabile» che «si sia trattato di un evento anafilattico scatenato da uno dei componenti del vaccino. Potrebbe essere che, in queste persone che hanno gravi allergie, il vaccino riesca a suscitare questa reazione avversa. In ogni caso, giustamente, si è deciso di non vaccinare chi ha avuto in passato gravi reazioni allergiche; sarà necessario comunque avere particolare attenzione nei confronti delle persone con allergie (pur vaccinandole), tenendosi pronti per contrastare prontamente eventuali reazioni avverse, per cui la raccomandazione di somministrare il vaccino in ambiente medico e controllato rimane validissima».
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