Chi si oppone ai vaccini e al green pass manifesta la debolezza e l’angoscia che affligge la nostra società, «come in Solaris, il film di Tarkovskij». Queste le parole del ministro per la Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, che aggiunge «dovremmo tutti farci un esame di coscienza».
C’è una risposta ai no vax?
«Vaccini, vaccini, vaccini. L’introduzione del green pass è stata un compromesso rispetto all’obbligo vaccinale per legge, che avrei preferito: è stata la via per aumentare i costi del non vaccinarsi, un incentivo, un “nudge”. E ha funzionato», afferma il in un’intervista al Giornale.
«Al 1° settembre, i vaccinati totali sono aumentati a quasi 38 milioni, il 70,14% della platea vaccinabile over 12. L’obiettivo da centrare ora è raggiungere 1’80%. Manca poco. Il 91,87% degli over 80 ha ultimato il ciclo vaccinale, così come 1’88,03% delle persone tra 70 e 79 anni. Il numero di certificati verdi rilasciati è in aumento continuo da inizio agosto, per un totale di quasi 72 milioni di green pass scaricati dagli italiani. Tutto è avvenuto nel segno della qualità dei servizi, dell’efficienza e della cortesia. Perché non replicare questo modello per i dipendenti pubblici in ogni ufficio? Tornare alla qualità, alla dignità e al rispetto. Un Paese dal volto umano, non più un Paese feroce».
«La pandemia è stato uno shock che ha richiesto misure straordinarie. Lo smart working, sia nel pubblico sia nel privato, è stata una grandissima sperimentazione sociale che è riuscita a tenere in piedi il Paese. Mi congratulo con il governo Conte Due, che è riuscito a farla partire in quelle condizioni drammatiche e straordinarie” ma ora “grazie ai vaccini, grazie alla campagna dell’ottimo Commissario Figliuolo, stiamo tornando verso la normalità».
«Il metabolismo del Paese è cambiato. Che senso ha continuare con le stesse misure nate per resistere alla pandemia? Che senso ha mantenere ancora questa cappa di straordinarietà quando il Paese chiede che venga accompagnato verso la crescita con tutto il suo capitale umano? Già prima della pandemia esistevano montagne di arretrati».
«Negli ospedali, nei tribunali, negli uffici comunali. Tanti freni allo sviluppo, al benessere, alla giustizia. La pandemia ha moltiplicato questo cumulo di arretrati e di ingiustizie. Adesso abbiamo bisogno di dare gambe alla crescita, anche “riempiendola” di capitale umano. Il lavoro in presenza è l’anima di questa rinascita. L’assenza è ancora più pericolosa nel privato, perché rischia di essere prodromica ai licenziamenti di massa. È un mio grande timore».
E sottolinea: «Sul capitale umano pubblico come catalizzatore dello sviluppo del Paese ho scommesso sin dall’inizio. Ho riavviato il rinnovo dei contratti, ho sbloccato i concorsi per quasi 35mila posti, definito nuove modalità di reclutamento secondo le best practice internazionali. I primi bandi per il personale Pnrr sono già stati pubblicati: per 8.171 addetti all’ufficio del processo e per 500 funzionari che dovranno lavorare alla governance dell’attuazione degli investimenti e delle riforme previste dal Piano».
«A questo si aggiunge una grande necessità di formazione, come una ricarica delle batterie: sto lavorando a un programma formativo da 1 miliardo che possa dotare i dipendenti pubblici delle competenze indispensabili per affrontare le tre transizioni – ecologica, digitale e amministrativa – che porteranno l’Italia nel futuro».
Per saperne di più:
Per saperne di più:

Logistica e innovazione, Antonio Brunacci: serve un ecosistema integrato per rendere più competitivo...

Una rivolta senza memoria: la gioventù europea in piazza senza ideali e senza modelli da seguire | L...

Gianfranco Fini, ex presidente della Camera e ministro degli Esteri: “Ragazzi soli e senza modelli, ...

Intelligenza artificiale: “L'università deve formare il giudizio critico, non la dipendenza dagli al...

Carlo Messina, ceo Intesa Sanpaolo: “Un Pnrr delle banche e la vendita degli immobili pubblici per a...






