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Michele Brambilla (direttore Quotidiano Nazionale): «Da “no vax” a “no sem”: la satira che riflettere»

Sul Quotidiano Nazionale Michele Brambilla si affida alla satira per trattare il tema delle libertà individuali sollevato dai no vax e dai no green pass, e scherzosamente osserva che ci stiamo colpevolmente dimenticando di un’altra categoria di cittadini: i no sem «coloro che eccepiscono sull’obbligatorietà di rispettare le segnalazioni dei semafori».

«La loro argomentazione è semplice e chiara: “Se tu vuoi fermarti ai semafori, liberissimo, mica te lo proibisco. Ma io no”. Il manifesto dei no sem sta circolando sul web: “Il semaforo limita la mia libertà di movimento, la mia libertà di scelta individuale. Cose previste dalla Costituzione e dal trattato di Schengen”».

«Secondo i no sem c’è un imbroglio alla base di tutto: “Io ammiro chi crede davvero che i semafori siano stati concepiti per la nostra sicurezza. Capisco chi pensa che la vecchietta che attraversa la strada e non finisce sotto la mia macchina, poi per questo motivo campi altri cent’anni. È una cosa che ci hanno indotto a credere da sempre, indottrinandoci per bene”. Chi siano queste persone che «ci hanno indotto», non è specificato, ma è chiaro: sono “loro”» continua Brambilla.

«“Che poi – si legge nel manifesto dei no sem – quelli investiti sulle strisce, siamo sicuri che non avessero altre patologie? Sono morti “per” schiacciamento da auto o “con“ schiacciamento da auto?”. D’altra parte, è il solito mainstream che ci nasconde la verità: “Non vi verranno mai a dire che ci sono fior di studi scientifici che dimostrano al cento per cento che se un’automobile o un motorino va a forte velocità contro il palo di un semaforo si schianta con il rischio anche di morte. C’è tutta una letteratura al riguardo per cui i morti contro i pali dei semafori sono milioni”».

«Ma i giornali e le tv se ne guardano bene dal dirlo. Il comico Roberto Lipari è l’autore di questa geniale parodia, che speriamo non offenda nessuno. La satira spesso serve a far riflettere: anche – speriamo – chi si ostina a credere che ci sia sempre un complotto dietro a tutto».

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